15 struggenti curiosità su “Il paziente inglese” (1996)

1. Tratto dall’omonimo romanzo del 1992 di Michael Ondaatje. Il film vinse 9 Oscar, 6 Bafta, 2 Golden Globe e incassò 230 milioni di dollari.

2. Juliette Binoche vinse l’Oscar come attrice non protagonista e l’orso d’argento a Berlino.

3. Le riprese si sono svolte principalmente in Italia: a Trieste, Marina di Massa, Ripafratta, Venezia, Arezzo, Cinecittà, mentre le riprese del monastero sono state effettuate a Pienza. Le scene del deserto in Africa sono state riprese prevalentemente in Tunisia.

4. Ogni giorno Ralph Fiennes si sottoponeva a una sessione di makeup di cinque ore per riprodurre la pelle fortemente ustionata del suo personaggio. Voleva essere truccato completamente ogni volta anche in zone che non si sarebbero viste poi nel film.

5. Kristin Scott Thomas amava talmente tanto il libro che inviò una lettera al regista con scritto: “Sono la tua Katherine”. La produzione voleva Demi Moore per la parte ma alla fine la spuntò la Scott Thomas.

6. Nel primo montaggio la durata del film era di 4 ore e dieci. Poi ridotte a quasi 3 ore.

7. Juliette Binoche ha definitivamente accettato il ruolo dell’infermiera Hana quando ha letto, nella sceneggiatura del film, la scena in cui Kip Singh mostra alla giovane infermiera gli affreschi sul muro di una chiesa nei dintorni di Pienza.

8. Anthony Minghella prima di girare il film ha riscritto più di venti volte la sceneggiatura.

9. Per la Scott Thomas le parti più difficili da girare sono state le scene d’amore con Ralph Fiennes. In seguito sono diventati grandi amici e hanno lavorato insieme in altri due film.

10. Il personaggio di Kip si chiama così perché era il soprannome da ragazzino dell’autore del libro.

11. Per la parte di László venne provinato anche Daniel Day-Lewis ma fu lui alla fine a non accettare il ruolo, andato a Ralph Fiennes.

12. Juliette Binoche chiese in seguito alla Academy di poter sistemare il suo Oscar perché suo figlio lo aveva rotto giocandoci.

13. A Bruce Willis fu offerto il ruolo della spia canadese David Caravaggio, ma l’attore rifiutò la parte (che andò a Willem Dafoe).

14. Minghella si è rotto una caviglia ad inizio riprese e ha dovuto dirigere gran parte del film con gesso e stampelle.

15. Il British Film Institute lo ha inserito nei cento migliori film britannici del XX secolo.

La storia della vera Erin Brockovich!

Erin Brockovich è una nota attivista ambientale e una personalità pubblica americana che ha raggiunto la fama per la sua lotta legale contro la “Pacific Gas and Electric Company (PG&E”) nel 1990. Grazie al film sulla sua vita, Julia Roberts vinse l’Oscar nel 2001. Questa è la storia della incredibile vita di Erin…

Erin è nata il 22 giugno 1960 a Lawrence, Kansas. Dopo anni alquanto difficili e due divorzi alle spalle, si trasferisce in California con i suoi tre figli. Qui per pura compassione viene assunta come segretaria nello studio legale dell’avvocato Masry. Anche senza nessuna esperienza legale Erin si interessa ad un caso di immobili comprati tutti dalla stessa società californiana, la PG&E che tratta materiale idrico. Quel che colpisce la Brockovich è il fatto che numerosi inquilini di quegli immobili sono colpiti da malattie gravi: dal cancro alla leucemia. Cosa più sorprendente, da una ricerca in archivio, scopre che il cromo (sostanza chimica altamente tossica se non controllata, utilizzata come antiruggine) è presente nell’acqua della regione circostante con una percentuale così alta da essere la causa delle malattie degli abitanti.

A quel punto il piccolo studio legale portò in tribunale il colosso PG&E, che fatturava ai tempi 30 milioni di dollari l’anno. La determinazione di Erin e la sua ricerca intensiva sono state fondamentali per la vittoria del caso, che ha portato ad un risarcimento totale di 333 milioni di dollari in favore dei poco più di seicento residenti di Hinkley nel 1996. Il più grande risarcimento mai versato in un’azione legale nella storia degli Stati Uniti. 

Dopo il successo del film sulla sua vita, diretto da Steven Soderbergh e che portò Julia Roberts a vincere la statuetta come miglior attrice protagonista (Julia fece il discorso di ringraziamento più lungo della storia degli Academy Awards, ben 4 minuti) la Brockovich è diventata una nota attivista ambientale e una oratrice motivazionale. Attualmente è presidente della “Brockovich Research & Consulting”, ed è coinvolta in numerosi progetti ambientali in tutto il mondo. Erin continua a concentrarsi soprattutto sulla difesa delle acque sotterranee e sulla lotta contro le grandi società che operano in modo insostenibile. È anche l’autrice di numerosi libri, tra cui “Superman’s Not Coming: Our National Water Crisis and What We the People Can Do About It” e “Take It from Me: Life’s a Struggle But You Can Win”.

Nel film appare in un cameo nel ruolo di una cameriera chiamata Julia…

15 Curiosità su “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno” (2012)

1. Christian Bale aveva minacciato di non partecipare al film se fosse stato inserito il personaggio di Robin.

2. Durante le riprese a New York vennero usati i titoli fittizi di “Magnus Rex” e “Fox Hills Green” per tenere lontano i curiosi, che si sarebbero ammassati se avessero scoperto che si trattava del terzo film su Batman.

3. Il nome “Catwoman” non viene mai pronunciato.

4. Tom Hardy ha messo su 15 kg di muscoli per interpretare Bane. Doveva portare dei rialzi di 8 cm sotto le scarpe per sembrare più possente.

5. La battaglia tra la polizia di Gotham e Batman da una parte e l’esercito di Bane dall’altra, è l’unica occasione in cui Batman si mostra di giorno nell’intera trilogia di Nolan.

6. Nolan continua a ripetere che la scena d’apertura del film, girata in volo, è la sua preferita della sua intera filmografia.

7. La Warner Bros. spingeva per avere l’enigmista come antagonista di Batman, facendo anche il nome di Leonardo DiCaprio, ma Nolan voleva un villain decisamente lontano dal Joker di Heath Ledger.

8. Durante le riprese a Pittsburgh, la controfigura di Anne Hathaway si è schiantata contro una telecamera IMAX mentre girava una scena alla guida del Batpod. Tale incidente non ha coinvolto nessun membro della produzione e nessun civile, ma la macchina da presa colpita è andata distrutta.

9. Ben ben cinque attori che hanno vinto il premio Oscar sono presenti nel film: Christian Bale, Morgan Freeman, Marion Cotillard, Michael Caine e Anne Hathaway (la Hathaway lo vinse l’anno seguente per “Les Miserables”).

10. Il personaggio interpretato da Joseph Gordon Levitt venne creato apposta per lui dopo che Nolan rimase colpito dalla sua interpretazione sul set di Inception.

11. Nolan pur di avere Marion Cotillard per la parte di Miranda Tate ha modificato il piano di lavoro delle riprese, perché ai tempi era incinta. La Cotillard iniziò a girare due mesi dopo il parto.

12. La scena in cui muore il personaggio interpretato da Matthew Modine era molto più cruenta ma venne tagliata per non incorrere in un divieto ai minori.

13. Durante le riprese della scena del funerale di Bruce Wayne sulla lapide c’era in realtà scritto il nome di Miranda Tate, questo per mantenere il segreto e non fare uscire possibili foto rubate dal set. Venne poi cambiato il nome in post produzione.

14. Il film incassò più di un miliardo di dollari a fronte di 250 di budget.

15. Nella scena della presentazione della statua di Batman, una ripresa dall’alto sembra mostrarci un volto sorridente… si direbbe un omaggio al Joker di Ledger, ma Nolan non ha mai confermato. Decidete voi…

12 Curiosità romantiche su “Harry, ti presento Sally…” (1989)

1. Prima di arrivare al titolo definitivo vennero considerati anche: Blue Moon (Luna blu), Boy Meets Girl (Un ragazzo incontra una ragazza), How They Met (Come si incontrarono), It Had to Be You (Dovevi essere tu), Just Friends (Solo amici), Playing Melancholy Baby (Suonando Melancholy Baby), Scenes from a Friendship (Scene da un’amicizia) e Words of Love (Parole d’amore).

2. La sceneggiatrice Nora Ephron non fu mai molto convinta del titolo definitivo (When Harry Met Sally), mentre avrebbe preferito: “Harry, this is Sally…” Simile al titolo italiano. Ma Reiner fu categorico e non cambiò idea.

3. Albert Brooks, Richard Dreyfuss, Tom Hanks, Michael Keaton e lo stesso Rob Reiner fecero un provino per la parte di Harry. Ma in realtà Reiner aveva sempre avuto in mente Billy Crystal.

4. Meg Ryan rinunciò al ruolo di Shelby in “Fiori d’acciaio”, che fu poi assegnato a Julia Roberts, pur di recitare nel film. La Roberts era stata considerata proprio per la parte di Sally ma preferì recitare in “Pretty Woman”.

5. La signora che dice: “Quello che ha preso la signorina” durante la scena dell’orgasmo simulato è Estelle Reiner, la madre del regista del film, Rob Reiner!
La frase non era in sceneggiatura ma fu un’idea di Billy Crystal.

6. Billy e Meg stavano provando la scena, in cui si parlava solo di orgasmi, per poi decidere di loro spontanea volontà di farne uno simulato e far dire la frase alla madre di Rob.

7. Al “Katz’s Delicatessen” di New York, dove è stata girata la scena, troverete sopra il tavolino la scritta: “Dove Harry incontrò Sally…speriamo che abbiate preso quello che ha preso la signorina. Godetevelo!”.

8. La terza volta in cui Harry e Sally si incontrano i due si trovano in una libreria: il negozio, Shakespeare & Co., si trovava a Broadway. Successivamente la piccola libreria indipendente è stata chiusa a seguito dell’apertura poco distante di una più solida catena libraria, Barnes & Noble. L’evento ispirò la sceneggiatrice Nora Ephron nella stesura di un ulteriore lungometraggio, “C’è posta per te”.

9. Nora Ephron si è ispirata a se stessa per Sally e ha messo molte caratteristiche del regista Rob Reiner nel personaggio di Harry. Reiner aveva appena divorziato da Penny Marshall.

10. Luke Perry e Alyson Hannigan (Lily di How I met your mother), hanno interpretato i protagonisti nella rappresentazione teatrale.

11. La Ephron aveva previsto che i due protagonisti non finissero insieme, rendendo il finale più crudo e realistico. Solo in un secondo momento decise di concludere la pellicola con un lieto fine.

12. I segmenti delle coppie innamorate che all’inizio del film raccontano le loro storie sono tutte tratte da vicende vere.

La notte in cui ci lasciò John Belushi…

Nella notte fra il 4 e 5 Marzo del 1982 ci lasciava John Belushi. Attore e performer eccezionale sulla scena ma decisamente un’anima inquieta nella vita quotidiana… non riuscendo mai a trovare la pace e finendo in un baratro da cui non riuscì più a risalire. Qui la storia di cosa accade in quei giorni prima della sua morte.

Belushi occupava il Bungalow numero 3 del Chateau Marmont a Hollywood dal 28 Febbraio. Le sue condizioni, a detta degli altri ospiti, erano già instabili. Non riusciva a mantenere la concentrazione, i suoi discorsi erano frammentati e sconnessi, non si cambiava quasi mai d’abito e il suo bungalow era un letamaio. In tutto questo Belushi doveva scrivere la sceneggiatura del suo nuovo film “Noble Rot”… ma era decisamente improbabile che avrebbe portato a termine il lavoro.

John fumava erba e faceva uso di cocaina quotidianamente, infatti anche anni prima gli era stato affiancato un assistente personale per tenerlo lontano dalle sue dipendenze, ma senza successo. In quel periodo però, dopo qualche passo falso lavorativo, era passato all’eroina, ed entrato in quella spirale fu impossibile tirarlo fuori. Neanche il suo grande amico e collega Dan Aykroyd riuscì a riportarlo “alla vita” parlandogli del loro futuro film insieme… “Ghostbusters”.

In quei giorni al Chateau Marmont, Belushi uscì spesso con Robert De Niro, facendo spesso festa insieme. La sera del 4 Marzo De Niro passò al bungalow insieme all’attore Harry Dean Stanton per invitare John ad uscire. Si trovarono davanti un soggiorno distrutto, lercio e la cantante Cathy Evelyn Smith che dormiva tra scatole di pizza, bottiglie di vino e biancheria sporca. Belushi in stato alterato disse loro di andare via e di tornare più tardi.

Robin Williams passo più tardi dal Bungalow, dopo aver contattato De Niro, che però gli disse di andare da solo e che sarebbe arrivato dopo. Williams si trovò davanti la stessa scena agghiacciante e se ne andò subito, non prima di aver preso un po’ di cocaina, stessa cosa che fece De Niro in seguito quella notte.

Alle 8 del mattino Cathy Evelyn Smith aprì la porta al cameriere che portava la colazione a Belushi e firmò la consegna. Fece una bella pulizia del bungalow, soprattutto dalle sostanze stupefacenti e dopo poco se ne andò. Alle 12 l’assistente del suo manager trovò John incosciente e la sua guardia del corpo, Bill Wallace, provò a rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e il consueto massaggio cardiaco. Quando i paramedici arrivarono sul posto era già troppo tardi: Belushi era già morto. Il medico legale fin da subito non ebbe alcun dubbio sulla causa della morte: overdose. Sulle braccia dell’attore, infatti, vennero trovati diversi buchi di ago.

In seguito si scoprì che era stata la Smith ad iniettare la dose letale di speedball (eroina e cocaina) a John, ma in totale stato di ebbrezza aveva sbagliato le quantità. La Smith fuggì all’estero per non essere arrestata. Tornò solo nel 1986 per poi scontare 15 mesi di galera.

Robin Williams venne informato della morte di John mentre si preparava ad interpretare Mork sul set di “Mork e Mindy”. Da lì capì che doveva cambiare vita e farsi aiutare per le sue dipendenze, per non finire come il suo grande amico, che aveva visto per l’ultima volta solo poche ore prima.

Al funerale di Belushi, tenutosi con rito ortodosso a Martha’s Vineyard (Massachusetts), furono presenti, oltre ai familiari, gli amici di sempre come Dan Aykroyd, Bill Murray, Chevy Chase, Eric Idle, Carrie Fisher e tantissimi altri.

Il personaggio di Peter Venkman nei “Ghostbusters” che doveva interpretare John, passò a Bill Murray e venne creato il fantasma “Slimer” come omaggio proprio a Belushi…