5° parte: “Voldemort – La Profezia” 1980-1981

In previsione dell’anno scolastico incombente il preside di Hogwarts, Albus Silente, era alla ricerca di un docente per la cattedra di Divinazione, materia che in realtà già da tempo avrebbe voluto eliminare. Decise quindi di incontrare Sibilla Cooman, pro-pronipote della famosa veggente Cassandra Cooman, se non altro per curiosità. Il colloquio, avvenuto alla locanda “testa di porco”, fu piuttosto deludente e Silente era già pronto a congedare la stralunata Sibilla quando questa entrò in una specie di trance e disse:

“Ecco giungere il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore… nato da chi lo ha tre volte sfidato, nato sull’estinguersi del settimo mese… l’Oscuro Signore lo designerà come suo eguale, ma egli avrà un potere a lui sconosciuto… e l’uno dovrà morire per mano dell’altro, perché nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive… il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore nascerà all’estinguersi del settimo mese…”

Le prime due frasi della profezia furono casualmente origliate dal Mangiamorte Severus Piton, prima di essere notato e cacciato dall’oste della locanda. Riferì quindi quanto ascoltato a Voldemort che ne trasse le sue conclusioni.
Tra i membri dell’Ordine della Fenice, storica organizzazione che combatteva il regime di Voldemort, c’erano due coppie che avevano un figlio maschio nato alla fine di Luglio e che in tre occasioni erano riusciti a sconfiggere i Mangiamorte in battaglia: i coniugi Potter e Paciock. Neville infatti è nato il giorno prima di Harry e i suoi genitori sono Auror, cioè membri del Ministero della Magia che combattono le Arti Oscure.
Il motivo per cui Voldemort credette che la profezia si riferisse ad Harry e non a Neville è concentrato nella frase “lo designerà come suo eguale”: Voldemort infatti si sentiva più affine ad Harry, figlio di una nata babbana e un purosangue, piuttosto che a Neville che invece era figlio di due purosangue.

Continua a leggere

La lettera di Anthony Hopkins a Bryan Cranston nel 2013 dopo la visione di “BREAKING BAD”!

Caro signor Cranston.
Ho voluto scriverle questa email considerato che siamo entrambi rappresentati dalla UTA. Grande agenzia.

Ho appena finito la maratona della visione di “Breaking Bad”, dal primo episodio della prima stagione agli ultimi otto (ho scaricato l’ultima stagione da Amazon), per un totale di due settimane di visione.

Non ho mai visto niente di simile. Eccezionale!

La sua performance come Walter White è stata la migliore recitazione che ho mai visto.

So che ci sono così tanti miasmi e nauseabonde cazzate in questo ambiente, che ho davvero perso la speranza in ogni cosa, in qualche maniera.

Continua a leggere

15 Curiosità sul capolavoro: “Frankenstein Junior” (1974)

1. Mel Brooks si divertiva talmente tanto sul set che aggiunse scene solo per allungare i giorni di riprese.

2. Brooks scelse di girare in bianco e nero per omaggiare i film di genere degli anni 30. Utilizzò anche solo oggetti di scena dell’epoca e truccò Peter Boyle con un cerone blu e verde come si faceva per tutti i mostri dei vecchi film della Universal.

3. Marty Feldman si spostava la gobba senza che fosse in sceneggiatura. Quando se ne accorsero trovarono l’idea geniale e così lo esortarono a continuare.

4. Durante una pausa dalla registrazione dell’album “Toys in the Attic” gli Aerosmith andarono al cinema a vedere il film. La band si divertì tantissimo soprattutto nella scena quando (A)Igor passa il piccolo bastone a Gene Wilder dicendo “Walk this way” (in italiano “si aiuti con questo”). Tornati in studio crearono uno dei loro singoli più famosi proprio intitolato “Walk this way”.

5. Mel Brooks non fa un cameo fisico ma solo vocale. È la voce di Victor Von Frankenstein, il lupo che ulula e il gatto che viene colpito da un freccetta.

Continua a leggere

/ 20 Curiosità su “I GOONIES” (1985)

1. Sean Astin (Mikey Walsh) si portò a casa la mappa di Willy L’Orbo, ma anni dopo sua madre (Patty Duke) pensò fosse carta straccia e la buttò via.

2. Nel film Data racconta ai genitori di una piovra gigante spaventosa. Non era una sua fantasia ma una scena che poi è stata tagliata dal montaggio finale.

3. La nave pirata fu costruita per davvero con pezzi dell’attrazione de “I Pirati dei Caraibi” a Disneyland. I giovani protagonisti non ne sapevano niente, per mantenere il loro stupore intatto. Al primo Ciak però Josh Brolin (Brandon) imprecò vedendola e per questo dovettero rigirare la scena.

4. John Matuszak interpretava Sloth. In carriera era stato un giocatore di Football dei Okland Raiders e nel film ha la maglietta della squadra. Morì per infarto quattro anni dopo l’uscita del film a 38 anni.

5. Robert Davi (Jake Fratelli) ha avuto l’idea di far cantare al suo personaggio brani d’opera, perché in gioventù aveva studiato canto.

Continua a leggere

/ 4°Parte “Voldemort, l’ascesa al potere – 1945-1980”.

Diplomatosi con il massimo dei voti, tutti si aspettavano da Tom Riddle (che ufficialmente indossava ancora la maschera da bravo ragazzo) una brillante carriera nel Ministero della magia; l’allora preside di Hogwarts fu infatti molto sorpreso quando, invece, chiese di rimanere nella scuola come insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Effettivamente Tom non aveva un luogo da poter chiamare “casa” al di fuori della scuola, ma la vera ragione era tutt’altro che sentimentale: Voldemort sapeva che con il suo fascino e la sua influenza di insegnante avrebbe potuto raggirare molte più giovani menti e raccogliere molti più seguaci, più Mangiamorte. Ma il preside lo ritenne troppo giovane per occupare una cattedra e gli consigliò di ripresentarsi qualche anno dopo e di approfittare di quel tempo per fare un po’ di gavetta.
Tom però scelse un impiego che lasciò ancora più a bocca aperta: divenne commesso presso il negozio di artefatti oscuri “Magie Sinister” (o Burgins&Burke in inglese) a Notturn Halley. Era il posto migliore per poter farsi una cultura sulla magia oscura ed entrare a contatto con gli oggetti più malvagi. Il suo compito era convincere le persone a vendere al negozio i loro tesori e cimeli, ed era incredibilmente abile nel farlo. Fu così che, intorno alla fine degli anni ’50, conobbe Hepzibah Smith. L’anziana strega era una ricca collezionista di oggetti magici preziosi e, per fare colpo su di lui, gli mostrò ingenuamente i suoi due tesori più preziosi: la coppa della sua antenata Tosca Tassorosso e il medaglione di Salazar Serpeverde, acquistato diversi anni prima e pagato una fortuna. Accecato dalla smania di avere il medaglione, che sentiva suo di diritto, lanciò un potente incantesimo sulla sua elfa domestica, che avvelenò la padrona e consegnò a Tom i due cimeli: lui sfruttò l’omicidio appena compiuto per trasformare la coppa nel terzo Horcrux, lasciò il lavoro e per 10 anni non si fece più vedere.

Continua a leggere

20 Curiosità su “Il Diavolo veste Prada” (2006)

1. Il film è tratto dal libro omonimo di Lauren Weisberger, che in carriera ha lavorato per anni per la rivista “Vogue” alle dipendenze della temibile direttrice Anna Wintour.

2. La Weisberger fa un cameo come Tata delle gemelle di Miranda Priestly.

3. Emily nel libro è molto amichevole e simpatica con la protagonista Andy a differenza del film dove inizialmente è molto scontrosa, diffidente e nevrotica. La parte si ispira a Plum Sykes, ora scrittrice ma prima assistente della Wintour.

4. In principio il ruolo di Miranda fu offerto a Glenn Close che declinò perché non voleva interpretare sempre un personaggio “cattivo”.

5. Meryl Streep accettò solo dopo che il suo cachet fu raddoppiato.

6. Nigel nel libro ha un ruolo marginale mentre nel film è un mix fra Nigel e il collega gay di Andy, James, che nel lungometraggio non c’è.

Continua a leggere

/ 12 Curiosità su “Non è un paese per vecchi” (2007)

Ecco 12 Curiosità:

1. I tre personaggi principali non condividono mai un momento insieme nella stessa inquadratura!

2. Degli esperti del settore hanno studiato centinaia dei più famosi psicopatici della storia del cinema e Anton Chigurh (Javier Bardem) è risultato il più credibile e realistico.

3. I Fratelli Coen dovettero interrompere le riprese per un giorno intero perché una nuvola nera di fumo aveva invaso il loro set. La nube si era creata grazie alle prove degli effetti pirotecnici sul set a fianco al loro… quello de “Il Petroliere”.

4. Il montatore del film si chiama Roderick Jaynes… ma è in realtà è uno pseudonimo in cui si celano i fratelli Coen. Jaynes ha ricevuto anche due nomination agli Oscar, sia per questo film che per “Fargo”.

5. I capelli di Chigurh sono realmente quelli di Bardem. Javier ha “ringraziato” i Coen perché con quella acconciatura non avrebbe di sicuro fatto sesso per tanto tempo.

Continua a leggere

/ 3°parte “Voldemort – la vita ad Hogwarts 1938-1945”

Tom Riddle arrivò dunque ad Hogwarts, con gli abiti lisi e la sua bacchetta di tasso e piuma di fenice, e venne smistato in Serpeverde. Sin da subito si dimostrò essere uno studente modello: talentuoso, avido di sapere, eccellente in tutte le materie e docile con gli insegnati. L’unico a non credere a questa maschera era Silente, che ricordava fin troppo bene il loro primo incontro. Deciso a scoprire di più sulle sue origini, Riddle cercó il nome di suo padre nella stanza dei trofei, nei registri dei prefetti di Hogwarts e in tutti i libri di storia della magia; dovette alla fine arrendersi all’evidenza che nessun Riddle avesse mai varcato la soglia della scuola, e dedusse quindi che fosse un babbano. Dal nome Marvolo riuscì invece a risalire alla famiglia Gaunt e a scoprire quindi il suo nobile lignaggio: fu in quel periodo che ripudiò il suo nome di nascita e si creò lo pseudonimo che lo renderà tristemente famoso.
Intorno al fascino e talento di Voldemort cominció a raccogliersi un gruppo sempre più folto di Serpeverde che Riddle chiamava pubblicamente “amici”, ma per i quali in realtà non provava alcun affetto né empatia, considerandoli quasi dei servitori: quasi tutti divennero i primi Mangiamorte.

Continua a leggere