
1. Il film si ispira alla vera storia dello speaker radiofonico Adrian Cronauer durante la guerra in Vietnam.
2. Cronauer voleva realizzare una sitcom sulla sua storia (in stile M.A.S.H) ma nessuna casa di produzione televisiva voleva rendere “comedy” la guerra in Vietnam. Così decise di scrivere un soggetto per un possibile film e a quel punto l’interesse si fece molto più concreto da parte di molti produttori.

3. Robin Williams si candidò di sua spontanea volontà per la parte, perché pensava fosse perfetta per il suo stile e per dare libero sfogo alla sua creatività.
4. Lo sceneggiatore che fu incaricato di scrivere la sceneggiatura definitiva stravolse tutte le idee originali di Cronauer e decise di lasciare vuoti tutti gli interventi radiofonici, così Robin Williams poteva improvvissare totalmente ad ogni ciak.
5. Cronauer disse che il protagonista del film aveva si il suo nome ma in realtà era Robin Williams al 100% e che se avesse detto tutte le cose che si sentono nel film lo avrebbero incarcerato. In realtà Cronauer dopo il suo anno in Vietnam (dove insegnava anche inglese) venne congedato con onore.
6. Nessun personaggio nel film è ispirato a qualcuno di reale.
7. Robin Williams decise di abbassare lo stipendio a due milioni di dollari ma chiedendo un’alta percentuale sugli incassi.

8. Il film incassò 124 milioni di dollari nel mondo a fronte di 13 di budget e venne ampiamente lodato anche dalla critica.
9. Tutte le riprese furono effettuate in Thailandia e non in Vietnam.
10. Nel 2000 l’American Film Institute ha inserito “Good Morning, Vietnam” al 100º posto della classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.
11. Robin Williams vinse il Golden Globe e venne candidato all’Oscar ma fu sconfitto da Michael Douglas per “Wall Street”.
12. Nel 1992, Mark Frost ha scritto la sceneggiatura del sequel, “Good Morning, Chicago”. Il film avrebbe visto Williams, riprendere il ruolo di Cronauer, come giornalista alla “Convenzione Nazionale Democratica” del 1968. Il progetto venne infine accantonato, a causa dei disaccordi tra Williams, Levinson e la Disney sulla direzione del film.