
“Tutti vogliono Joker e nessuno vuole Arthur Fleck”, questo sia nel film che nelle sale di tutto il mondo. Questa è un po’ la sintesi di quest’opera controversa nata solamente per il successo clamoroso al botteghino del primo “Joker” (2019) (meritato a mio parere). Neanche i più grandi ottimismi avrebbero mai immaginato che un’opera del genere avrebbe raggiunto il miliardo di dollari e a quel punto i produttori mai si sarebbero lasciati sfuggire l’idea di un sequel… ma è qui che nascono i primi problemi…

La bella idea alla base del primo film era un’opera che si allontanava totalmente dai cinecomics classici, perché in fondo aveva giusto l’ambientazione che richiamava il mondo di Batman e il titolo “Joker”, e questa è stata la furbata del secolo, visto che ha portato al cinema un pubblico enorme, per un lungometraggio che in realtà parlava tanto di solitudine e di come la società possa trasformarti da reietto ad un possibile Joker. Ma quel personaggio portato sul grande schermo da un mostro di bravura come Joaquin Phoenix (Oscar sacrosanto!) meritava un’opera unica ed iconica e invece con questo sequel si sono aperte crepe enormi sul fatto che non era assolutamente in programma che Arthur Fleck tornasse, visto che lui non era in nessun modo il “vero Joker”.

L’errore dei produttori è stato dare completamente carta bianca a Todd Phillips per il sequel e lui a quel punto ha fatto in tutti i modi per creare qualcosa che fosse si coerente con il personaggio di Fleck, ma che si allontanasse totalmente dalle aspettative del pubblico. Pubblico che aveva amato tanto la sua genesi ma che a questo punto voleva una sua escalation come Joker e invece si ritrova un altro dramma psicologico a cui non era affatto pronto. Arthur è si un personaggio spezzato in due (il titolo è proprio riferito a lui e non ad Harley Quinn) ma sarebbe stato bello vederli “combattere” in modo totalmente diverso, e non solo in uno statico processo o nella sua testa.

L’idea delle canzoni nella sua mente, che ci spiegano in modo anche dettagliato il suo stato mentale ed emotivo non mi sono neanche dispiaciute a dirla tutta, ma quelle nella realtà di Arthur, appena abbozzate, o cantante volutamente in malo modo, che spesso bloccano sul nascere discorsi o momenti importanti mi hanno innervosito, perché si potevano realizzare anche con dialoghi normali e tutto avrebbe avuto ancora più senso. Sembra che Phillips abbia tentato in tutti i modi di rendere il film meno appetibile possibile per il grande pubblico, come ad allontanarsi ancora di più dal successo del primo film e questo mi dispiace, perché io adoro i film lenti, psicologici, ricercati, ma anch’io speravo in qualcosa di molto più coinvolgente e trascinante, vista tutta la parte finale di “Joker”.

Infine vorrei dire che Lady Gaga è una bravissima cantante e artista e che quando canta nel film ci trasmette tutta la sua intensità, ma c’è un problema… nel film io vedo solo Lady Gaga, non vedo il personaggio che interpreta, vedo solo lei e nient’altro. Certo la sua Harley Quinn si discosta molto da quella dei fumetti, come è giusto che sia visto che qui abbiamo un ipotetico Joker e quindi lei è un’ipotetica Harley, ma non c’è nulla di ben caratterizzato in lei, più va avanti la trama più sembra una Fangirl qualunque, senza mai veramente colpirci per qualcosa ed è un grosso peccato, perché riponevo grandi speranze nella sua presenza come Harley.

Molti sono poi rimasti scioccati dal finale ma in realtà vista la storia e quello che ha voluto trasmettere Todd Phillips attraverso Arthur Fleck, penso sia il finale più giusto possibile, che da un taglio netto con il personaggio e questo mondo cinematografico, facendoci capire che in realtà i veri Joker sono ben altri…