RECENSIONE: Matrix Resurrections (2021)

Classificazione: 2 su 5.

La prima cosa che ho pensato durante la visione di “Matrix Resurrections” è… “PERCHÉ”!?!
Perché completamente fuori tempo massimo è stato realizzato questo quarto episodio?
Una saga che si era aperta con un film epocale e rivoluzionario e poi già si era persa un po’ per strada ma almeno si era chiusa con un senso logico.
Ma qui tutto ruota praticamente solo su un grosso effetto nostalgia, che mi può stare anche bene quando si torna nei luoghi del passato ma che mi inca#zare da morire quando si usano continuamente scene dei vecchi film e qui ne è pieno zeppo.
Una trama che parte anche bene e che sembra coinvolgere ma alla lunga diventa davvero infinitamente noiosa.
Magari giusto nel finale si riprende.
Il look di Reeves è destabilizzante perché sembra davvero di vedere un crossover con John Wick in Matrix.
Bastava poco per renderlo giusto.
Bello certo ritrovare certi personaggi (Trinty su tutti) ma senza Fishburne e Weaving manca davvero la spina dorsale della saga e con loro anche delle grandi interpretazioni.
Perché qui ho trovato davvero poco pathos ed espressività da parte di tutti.
Una bella confezione patinata e poco altro.
Peccato.

CURIOSITÀ D’Autore

LO SAPEVI CHE?

Per tutta la durata delle riprese di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (2004) il regista Michel Gondry parlò con i due protagonisti separatamente.
Con Kate Winslet ripeteva che il film era una commedia e che doveva essere spensierata e divertirsi, mentre con Jim Carrey diceva che il film era un dramma e che doveva essere triste e depresso.
Questo diede all’opera quel giusto mix di malinconia e allegria che lo rese un vero e proprio gioiello cinematografico!

CURIOSITÀ CLASSIFICHE

LO SAPEVI CHE?

Nel 2016 la BBC ha interpellato sessantadue fra i massimi critici cinematografici mondiali per decretare i migliori film usciti dal 2000 al 2015.
Ne è venuta fuori una lista di 100 opere e sul podio troviamo:

1- Mulholland Drive (2001) di David Lynch

2- In the Mood for Love (2000) di Wong Kar- Wai

3- Il Petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson

P.s: al quarto posto c’è il primo dei film di animazione: La città incantata (2001) di Hayao Miyazaki.

RECENSIONE: Spider-Man- No Way Home (2021)

Recensione velocissima e senza spoiler di “Spider-Man: No Way Home”.
Parto subito dalle cose positive: tutta la seconda parte!
Questo è quello che volevo vedere da tanto tempo nei nuovi film dell’uomo ragno.
Lo stile, il mood, quello che accade ai personaggi; mi ha fatto provare davvero forti emozioni e coinvolto appieno, come mai prima in questa nuova trilogia.
La nota dolente è che nella prima parte si è seguita troppo la linea degli altri due film, che non avevo amato tantissimo, soprattutto il secondo (salvato solo da Mysterio), e quindi troppe battutine e situazioni un po’ così così.
Ma ripeto, la seconda parte mi ha davvero colpito e so che lo farà anche a tanti di voi.
Non aggiungo altro ma ci sarebbe tantissimo altro da dire.

CURIOSITÀ CineComics

LO SAPEVI CHE?

Hugh Jackman girò otto volte il suo cameo in “X-Men: L’inizio” (2011).
Per sette volte disse la battuta giusta “F#ck Off” mentre l’ottava fu più pesante con un bel “Go f#ck yourself”.
McAvoy e Fassbender non se l’aspettavano proprio e trattennero a stento le risate.
Così vista la spontaneità dei tre, il regista decise di tenere questa scena nel girato finale.
Jackman accettò il cameo a patto che la sua battuta fosse l’unica parolaccia di tutto il film.
Da quel momento in poi tutti i film della saga dei mutanti hanno almeno un personaggio che la pronuncia!