/ 15 Curiosità divertenti su “Ti presento i miei” (2000)

1. Il film è un remake di un lungometraggio indipendente girato nel 1992 e diretto da Greg Glienna. Il regista era anche l’attore protagonista dell’omonima pellicola.

2. L’Universal comprò i diritti per un remake volendo Steven Spielberg alla regia e Jim Carrey come protagonista. Alla fine, dopo che i due si tirarono fuori dal progetto, dietro la macchina da presa arrivò Jay Roach, famoso per i primi due Austin Powers, e Ben Stiller nel ruolo principale. Jim Carrey però lasciò un segno nel film, il cognome “Fotter” lo inventò lui.

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/ 12 Curiosità esilaranti su “Robin Hood – Un uomo in calzamaglia” (1993)

1. Mel Brooks aveva già realizzato una parodia di Robin Hood nel lontano 1975. Una serie tv intitolata “Le rocambolesche avventure di Robin Hood contro l’odioso sceriffo”. La serie non ebbe successo e venne chiusa dopo 13 episodi. Molte gag però sono state poi riprese in questo film.

2. Cary Elwes aveva fatto il provino per interpretare Robin Hood nel film “Il principe dei ladri” del 1991. Parte poi andata a Kevin Costner. Si è rifatto interpretandone la parodia.

3. Al principe Giovanni viene fatto notare che il neo sul volto non è sempre nello stesso posto. Questo per omaggiare la famosa gobba di “Aigor” che si spostava durante le scene di “Frankenstein Junior” (1974).

4. Nella serie Tv “Le rocambolesche avventure di Robin Hood…” Dick Van Patten interpretava Fra Tuck, qui invece è l’abate. Van Patten aveva già interpretato per Mel Brooks, il Dr. Wentworth in “Alta Tensione” e Re Rolando in “Balle Spaziali”. In carriera è stato molto conosciuto come Thomas Bradford de “La famiglia Bradford” (1977-1981)

5. Lo sceneggiatore J. David Shapiro ebbe l’idea di scrivere la sceneggiatura del film, dopo che il suo dentista gli disse che suo figlio di undici anni aveva trovato il film di Kevin Costner abbastanza ridicolo e che meritava una parodia. Shapiro così scrisse lo script poi in seguito ampiamente rimaneggiato da Brooks.

6. Sean Connery voleva tornare come Re Riccardo anche in questo film ma chiedendo un cachet di un milione di dollari, che avrebbe comunque devoluto in beneficienza. Brooks però non poteva permettersi questa spesa e così diede il ruolo a Patrick Stewart.

7. Le canzoni del film sono praticamente tutte scritte o co-scritte da Mel Brooks.

8. Cary Elwes disse in seguito di aver pensato ad uno scherzo quando Brooks lo chiamò personalmente a casa per la parte di Robin. Mel e Cary cercarono insieme un attore perfetto per il ruolo di Etcì e alla fine la scelta cadde sul ventenne Dave Chapelle, poi diventato un famosissimo stand-up comedian.

9. Elwes aveva già imparato a tirare di scherma durante le riprese de “La storia fantastica”, per questo non ebbe problemi nel film, ma si dovette impegnare molto di più con arco e frecce. Nella scena in cui fa centro con la freccia da pochi metri di distanza, Mel Brooks gli diede solo tre possibilità per farcela e lui ci riuscì proprio alla terza.

10. Mel Brooks si ritaglia un piccolo ruolo nel film, quello del rabbino Tuckman, parodia di Fra Tuck.

11. Ad un passo dalla fine delle riprese Richard Lewis (principe Giovanni) contrasse l’epatite A e finì in ospedale con 41 di febbre. Mel Brooks lo chiamò 15 volte per chiedergli se riuscisse a tornare per dire le sue ultime due battute, appoggiato ad un albero, per poi fare ritorno in ospedale… Lewis rispose: “Mel forse non hai capito, sto morendo…”. Per fortuna Lewis non morì ma non tornò sul set.

12. Il film non incassò molto ed ebbe critiche feroci da parte della critica ma come spesso accade divenne un’opera di culto in seguito.

/ 15 curiosità Disneyane su “Il pianeta del tesoro” (2002)

1. È il terzo adattamento del romanzo “L’isola del tesoro” del 1883 di Robert Louis Stevenson distribuito dalla Disney, dopo l’omonimo film del 1950 e “I Muppet nell’isola del tesoro” del 1996.

2. Inizialmente il titolo era “Treasure Island in Space”

3. I registi Ron Clements e John Musker cercarono di convincere la Disney a realizzare il progetto già nel 1985, mentre inziavano a lavorare a “La sirenetta”. Michael Eisner, l’allora C.E.O. della Disney, bocciò il progetto, in quanto sapeva che la Paramount Pictures stava sviluppando un sequel di Star Trek ispirato a L’isola del tesoro (che alla fine venne comunque cancellato).

4. Solo dopo i successi dei due registi: “La Sirenetta”, “Aladdin” e l’uscita di “Hercules”, Roy E.  Disney in persona diede il via libera al progetto de “Il pianeta del tesoro”.

5. Il film fu un flop colossale, con 140 milioni di budget ne incassò solo 110 nel mondo. In seguito è stato inserito nella lista dei film più sottovalutati di sempre, insieme ad “Atlantis – L’impero perduto”

6. Il riferimento principale per il personaggio di Jim Hawkins era James Dean.

7. Il film è realizzato per il 70% in tecnica tradizionale e il 30% in CGI. Sedici animatori si occuparono di Jim Hawkins e dodici si occuparono di John Silver.

8. Inizialmente per testare i movimenti di  John Silver si presero le animazioni di Capitan Uncino del film Disney “Peter Pan” e al posto dell’uncino venne messo il braccio cyborg.

9. Lo scarso risultato al botteghino spinse infine l’allora presidente delle produzioni animate, Thomas Schumacher, a cancellare la produzione di un sequel che il team stava già valutando, così come venne cancellata una serie televisiva che avrebbe dovuto ampliarne l’universo.

10. La canzone principale del film, “I’m still here” fu scritta ed interpretata da John Rzeznik dei “Goo Goo Dolls”. In italiano venne cantata da Max Pezzali con il titolo “Ci sono anch’io”.

11. Molti dei volti degli alieni che si vedono sono caricature degli animatori.

12. L’idea iniziale era di fare un musical ma alla fine venne scartata.

13. In originale fra i doppiatori possiamo trovare attori famosi come: Joseph Gordon Levitt (Jim), Emma Thompson (Amelia), Martin Short (B.E.N), Michael Wincott (Scroop) e Laurie Metcalf (Sarah Hawkins)

14. La storia dell’avventura di Jim Hawkins continua nel videogioco “Il pianeta del tesoro: Battaglia su Procyon”.

15. Il film venne comunque candidato all’Oscar nella sua categoria ma venne battuto da “La città incantata” di Hayao Miyazaki.

/ Lino e Lucia… amore eterno!

“A Lucia devo tutto. Mollò tutto per me, con il padre che voleva uccidermi, perché la portavo via. Facemmo la famosa fujitina: ci sposammo alle 6 del mattino in una sacrestia.

Il matrimonio durò 5 minuti, uscendo da li promisi: alle nozze d’oro daremo una festa da principi. Così è stato, abbiamo festeggiato a Roma con principi veri che neanche conoscevo, ma che avevo invitato pur di farla sorridere.

Non riesco ad accettare che mia moglie non stia bene e in un momento in cui mi sarei solo voluto godere la vita accanto a lei. Mai un viaggio all’estero o una crociera. Adesso che potremmo non ci muoviamo per via della sua malattia, l’Alzheimer. Altri miei colleghi se la spassavano tra sesso e festini, ma io no. Sono sempre stato a casa, accanto alla mia famiglia.

Ho lavorato con le più belle attrici europee ma nei miei pensieri c’è sempre stata solo lei. Ho rifiutato di recente un ruolo che mi avrebbe portato in Germania perché le sarei dovuto rimanere tre mesi lontano. Mi sorride, mi riconosce e capisce bene qual è e quale sarà la sua condizione.

A volte mi chiede come farò quando lei non riuscirà più a riconoscermi… Io, per tranquillizzarla le dico che è semplice : ci ripresenteremo un’altra volta”…

Lino Banfi

/ 12 Curiosità sulla serie Tv “L’incredibile Hulk”

1. Kenneth Johnson (creatore della Donna Bionica) fu incaricato di realizzare una serie sul noto personaggio Marvel, ma non essendo amante dei fumetti, non ne era convinto. Gli venne l’ispirazione mentre leggeva “I Miserabili” e così iniziò a scrivere una sceneggiatura molto diversa rispetto alle storie fumettistiche.

2. Richard Kiel (“Squalo” nei film di James Bond) girò il primo episodio pilota nel ruolo di Hulk ma poi venne sostituito perché poco massiccio fisicamente. Venne considerato Arnold Schwarzenegger per la parte ma poi venne ingaggiato il bodybuilder Lou Ferrigno perché alto quasi due metri.

3. I versi che emette Hulk sono forniti da un altro attore, Ted Cassidy (Lurch della serie La Famiglia Addams) lo stesso che funge anche da narratore dei titoli di testa. Alla sua morte nel 1979, venne sostituito da Charles Napier – anche guest di alcuni episodi – per le tre stagioni successive e i tre film.

4. Bill Bixby fu sempre la prima scelta per la parte del Dottor Banner. Non era convinto del ruolo ma cambiò idea dopo aver letto la sceneggiatura dell’episodio pilota.

5. A differenza del fumetto Banner si chiama David e non Bruce, per allontanarsi ancora di più dal personaggio originale e anche perché secondo Kenneth Johnson, Bruce non era un nome molto virile…

6. Il giornalista Jack McGee, che da la caccia a Banner/Hulk, è modellato sul personaggio di Javert de “I miserabili”.

7. Stan Lee e Jack Kirby, i creatori di Hulk per la Marvel Comics, hanno entrambi fatto apparizioni cameo nella serie. Il cameo di Kirby era nell’episodio della seconda stagione “No Escape”, mentre Lee è apparso come un membro della giuria in “Processo all’incredibile Hulk” (il film TV post-serie del 1989).

8.  Il processo di trucco utilizzato per trasformare Ferrigno in Hulk durava tre ore. Le lenti a contatto rigide che Ferrigno indossava per simulare gli occhi verde elettrico di Hulk dovevano essere rimosse ogni 15 minuti perché trovava doloroso indossarle fisicamente. La parrucca verde che indossava nella parte di Hulk era fatta di peli di Yak.

9. Joe Harnell ha composto la colonna sonora della serie, di cui è impossibile dimenticare il tema principale, “The Lonely Man”. La triste melodia di pianoforte solista, che passava durante i titoli di coda mentre David Banner faceva l’autostop.

10. La serie chiuse dopo cinque stagioni e 81 episodi. Vennero poi realizzati tre film per la Tv: “La rivincita dell’incredibile Hulk” (1988), “Processo all’incredibile Hulk” (1989) e “La morte dell’incredibile Hulk” (1990).

Stan Lee con Thor e Hulk sul set de “La rivincita dell’incredibile Hulk”

11. Venne messo in preproduzione il film “Revenge of the Incredible Hulk” con la presenza di Iron Man e She-Hulk, per poi far partire una serie televisiva per entrambi i personaggi. La morte di Bill Bixby nel 1993 per un tumore alla prostata bloccò tutto.

12. La serie oltre al successo di pubblico vinse anche due Primetime Emmy Awards.