12 Curiosità romantiche su “Harry, ti presento Sally…” (1989)

1. Prima di arrivare al titolo definitivo vennero considerati anche: Blue Moon (Luna blu), Boy Meets Girl (Un ragazzo incontra una ragazza), How They Met (Come si incontrarono), It Had to Be You (Dovevi essere tu), Just Friends (Solo amici), Playing Melancholy Baby (Suonando Melancholy Baby), Scenes from a Friendship (Scene da un’amicizia) e Words of Love (Parole d’amore).

2. La sceneggiatrice Nora Ephron non fu mai molto convinta del titolo definitivo (When Harry Met Sally), mentre avrebbe preferito: “Harry, this is Sally…” Simile al titolo italiano. Ma Reiner fu categorico e non cambiò idea.

3. Albert Brooks, Richard Dreyfuss, Tom Hanks, Michael Keaton e lo stesso Rob Reiner fecero un provino per la parte di Harry. Ma in realtà Reiner aveva sempre avuto in mente Billy Crystal.

4. Meg Ryan rinunciò al ruolo di Shelby in “Fiori d’acciaio”, che fu poi assegnato a Julia Roberts, pur di recitare nel film. La Roberts era stata considerata proprio per la parte di Sally ma preferì recitare in “Pretty Woman”.

5. La signora che dice: “Quello che ha preso la signorina” durante la scena dell’orgasmo simulato è Estelle Reiner, la madre del regista del film, Rob Reiner!
La frase non era in sceneggiatura ma fu un’idea di Billy Crystal.

6. Billy e Meg stavano provando la scena, in cui si parlava solo di orgasmi, per poi decidere di loro spontanea volontà di farne uno simulato e far dire la frase alla madre di Rob.

7. Al “Katz’s Delicatessen” di New York, dove è stata girata la scena, troverete sopra il tavolino la scritta: “Dove Harry incontrò Sally…speriamo che abbiate preso quello che ha preso la signorina. Godetevelo!”.

8. La terza volta in cui Harry e Sally si incontrano i due si trovano in una libreria: il negozio, Shakespeare & Co., si trovava a Broadway. Successivamente la piccola libreria indipendente è stata chiusa a seguito dell’apertura poco distante di una più solida catena libraria, Barnes & Noble. L’evento ispirò la sceneggiatrice Nora Ephron nella stesura di un ulteriore lungometraggio, “C’è posta per te”.

9. Nora Ephron si è ispirata a se stessa per Sally e ha messo molte caratteristiche del regista Rob Reiner nel personaggio di Harry. Reiner aveva appena divorziato da Penny Marshall.

10. Luke Perry e Alyson Hannigan (Lily di How I met your mother), hanno interpretato i protagonisti nella rappresentazione teatrale.

11. La Ephron aveva previsto che i due protagonisti non finissero insieme, rendendo il finale più crudo e realistico. Solo in un secondo momento decise di concludere la pellicola con un lieto fine.

12. I segmenti delle coppie innamorate che all’inizio del film raccontano le loro storie sono tutte tratte da vicende vere.

La notte in cui ci lasciò John Belushi…

Nella notte fra il 4 e 5 Marzo del 1982 ci lasciava John Belushi. Attore e performer eccezionale sulla scena ma decisamente un’anima inquieta nella vita quotidiana… non riuscendo mai a trovare la pace e finendo in un baratro da cui non riuscì più a risalire. Qui la storia di cosa accade in quei giorni prima della sua morte.

Belushi occupava il Bungalow numero 3 del Chateau Marmont a Hollywood dal 28 Febbraio. Le sue condizioni, a detta degli altri ospiti, erano già instabili. Non riusciva a mantenere la concentrazione, i suoi discorsi erano frammentati e sconnessi, non si cambiava quasi mai d’abito e il suo bungalow era un letamaio. In tutto questo Belushi doveva scrivere la sceneggiatura del suo nuovo film “Noble Rot”… ma era decisamente improbabile che avrebbe portato a termine il lavoro.

John fumava erba e faceva uso di cocaina quotidianamente, infatti anche anni prima gli era stato affiancato un assistente personale per tenerlo lontano dalle sue dipendenze, ma senza successo. In quel periodo però, dopo qualche passo falso lavorativo, era passato all’eroina, ed entrato in quella spirale fu impossibile tirarlo fuori. Neanche il suo grande amico e collega Dan Aykroyd riuscì a riportarlo “alla vita” parlandogli del loro futuro film insieme… “Ghostbusters”.

In quei giorni al Chateau Marmont, Belushi uscì spesso con Robert De Niro, facendo spesso festa insieme. La sera del 4 Marzo De Niro passò al bungalow insieme all’attore Harry Dean Stanton per invitare John ad uscire. Si trovarono davanti un soggiorno distrutto, lercio e la cantante Cathy Evelyn Smith che dormiva tra scatole di pizza, bottiglie di vino e biancheria sporca. Belushi in stato alterato disse loro di andare via e di tornare più tardi.

Robin Williams passo più tardi dal Bungalow, dopo aver contattato De Niro, che però gli disse di andare da solo e che sarebbe arrivato dopo. Williams si trovò davanti la stessa scena agghiacciante e se ne andò subito, non prima di aver preso un po’ di cocaina, stessa cosa che fece De Niro in seguito quella notte.

Alle 8 del mattino Cathy Evelyn Smith aprì la porta al cameriere che portava la colazione a Belushi e firmò la consegna. Fece una bella pulizia del bungalow, soprattutto dalle sostanze stupefacenti e dopo poco se ne andò. Alle 12 l’assistente del suo manager trovò John incosciente e la sua guardia del corpo, Bill Wallace, provò a rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e il consueto massaggio cardiaco. Quando i paramedici arrivarono sul posto era già troppo tardi: Belushi era già morto. Il medico legale fin da subito non ebbe alcun dubbio sulla causa della morte: overdose. Sulle braccia dell’attore, infatti, vennero trovati diversi buchi di ago.

In seguito si scoprì che era stata la Smith ad iniettare la dose letale di speedball (eroina e cocaina) a John, ma in totale stato di ebbrezza aveva sbagliato le quantità. La Smith fuggì all’estero per non essere arrestata. Tornò solo nel 1986 per poi scontare 15 mesi di galera.

Robin Williams venne informato della morte di John mentre si preparava ad interpretare Mork sul set di “Mork e Mindy”. Da lì capì che doveva cambiare vita e farsi aiutare per le sue dipendenze, per non finire come il suo grande amico, che aveva visto per l’ultima volta solo poche ore prima.

Al funerale di Belushi, tenutosi con rito ortodosso a Martha’s Vineyard (Massachusetts), furono presenti, oltre ai familiari, gli amici di sempre come Dan Aykroyd, Bill Murray, Chevy Chase, Eric Idle, Carrie Fisher e tantissimi altri.

Il personaggio di Peter Venkman nei “Ghostbusters” che doveva interpretare John, passò a Bill Murray e venne creato il fantasma “Slimer” come omaggio proprio a Belushi…

15 Curiosità spaziali su “Men in Black” (1997)

1. La trama si ispira al fumetto “The Men in Black” di Lowell Cunningham, pubblicato fra il 1990 e il 1997.

2. David Schwimmer (Ross di Friends) rifiutò la parte di J. Anche Chris O’Donnell declinò perché non voleva più essere la “spalla” di turno, dopo aver interpretato Robin nei Batman di Joel Schumacher.

3. Barry Sonnenfeld fu spinto da sua moglie a scegliere Will Smith, perché grande fan di “Willy il principe di Bel-Air”.

4. Clint Eastwood rifiutò la parte di K, andata poi a Tommy Lee Jones.

5. Lee Jones accettò di partecipare al film, a patto che la sceneggiatura venisse ampiamente rivista e solo dopo che il produttore (Steven Spielberg) lo rassicurò su questo.

6. Linda Fiorentino ebbe la parte solo dopo aver battuto a Poker il regista.

7. La regia venne proposta a Quentin Tarantino e a John Landis. Landis declinò affermando che il film sarebbe stato solamente un “Blues Brothers” con gli alieni. In seguito si disse pentito della scelta.

8. Edgar doveva essere interpretato da John Turturro ma dovette abbandonare il ruolo per un conflitto di agenda con un altro film. Alla fine poco prima delle riprese prese il suo posto Vincent D’Onofrio.

9. Incassò globalmente 589.400.000 di dollari, a fronte di un budget di circa 90 milioni di dollari. Il successo portò alla realizzazione di altri due sequel: “Men in Black 2” (2002) e Men in Black 3 (2012).

10. Will Smith fu convinto ad accettare la parte da sua moglie Jada Pinkett. Anche lui pensava potesse non essere un successo al botteghino.

11. Gli occhiali da sole utilizzati dai Men in Black sono i Ray-Ban Predator 2. Dopo l’uscita dei film le vendite di questi occhiali sono triplicate, passando da 1,6 milioni a 5 milioni.

12. Il film vinse l’Oscar per il miglior Trucco.

13. La colonna sonora è di Danny Elfman.

14. Nel film ci sono diversi alieni famosi: Danny DeVito, il regista Barry Sonnenfeld, Sylvester Stallone, Dionne Warwick, George Lucas e il produttore esecutivo Steven Spielberg.

15. Nel 2019 è uscito lo spin-off “Men in Black International” che doveva far partire una nuova trilogia, ma gli scarsi incassi hanno fatto desistere i produttori nell’andare avanti con i sequel.

15 Curiosità su “Interceptor-Il guerriero della strada” (1981)

1. Sequel di “Interceptor” (1979), film che entrò nel Guinness dei primati per l’opera con il budget più basso (400.000 dollari australiani) ad aver incassato più di 100 milioni di dollari nel mondo. Venne battuto in seguito da “The Blair Witch Project”.

2. Per tutto il film Mel Gibson pronuncia solo 16 battute.

3. Incredibile ma vero il film può essere trovato con tutti questi titoli: “Mad Max 2 – Il guerriero della strada”, “Mad Max 2 – Interceptor: Il guerriero della strada”, “Interceptor 2”, “Interceptor 2 – Mad Max: Il Guerriero della strada” o semplicemente “Il guerriero della strada”.

4. Steven Spielberg rimase così impressionato dal film che contattò il regista George Miller per fargli girare un segmento del film antologico “Ai confini della realtà”(1983).

5. Le riprese si svolsero in inverno nel deserto Australiano e fra una ripresa e l’altra gli attori venivano scaldati e coperti.

6. Il coordinatore degli stuntman eseguì in prima persona la realizzazione di un salto, arrivando troppo velocemente (circa 100 km/h) e volando più del dovuto. L’impatto molto duro gli causò diverse fratture e un ricovero in ospedale.

7. Una quarantina di auto e moto a fine riprese vennero rottamate.

8. Il famoso manga e anime giapponese Ken il guerriero trae ispirazione proprio da questa pellicola, specialmente per quanto riguarda il design dei personaggi, dei nemici e soprattutto le ambientazioni e il costume di Kenshiro.

9. Per la trama il regista George Miller e i due sceneggiatori Terry Hayes e Brian Hannant si sono ispirati ai film di Kurosawa “I sette samurai” (1954) e “La sfida del samurai” (1961), a “Il cavaliere della valle solitaria” (1953) e ai western di John Ford e di Leone, e soprattutto ad “A boy and his dog”, il film post-olocausto con Don Johnson.

10. Il cane veniva da un canile e venne addestrato apposta per il film. Portava dei tappi nelle orecchie perché terrorizzato dai rumori delle auto e delle moto. Venne chiamato dalla troupe semplicemente “Dog” e poi adottato da uno degli stuntman.

11. Per vestire la banda di Lord Humungus, i costumisti del film setacciarono robivecchi, negozi di abiti usati, negozi di articoli sportivi e… sexy shop.

12. Quando Wez, nella scena in cui assalta la base della gente di Pappagallo, minaccia Max, gli urla “You. You can run but you can’t hide”. Si tratta di una citazione: nel 1941, prima dell’incontro con Billy Conn, al campione dei pesi massimi Joe Louis chiesero cosa ne pensasse dello stile del rivale. Louis rispose: “He can run, but he can’t hide”. (Può correre, ma non può nascondersi)

13. George Miller prima di “Interceptor” (1979) faceva il medico e proprio la sua esperienza in pronto soccorso gli diede tante idee per la saga di “Mad Max”. Rifiutò di girare “Rambo” (1982) proprio per concentrarsi sul sequel.

14. Molti pensano che la colonna sonora sia stata scritta dal chitarrista dei Queen, Brian May, ma in realtà era solo un omonimo e compositore Australiano.

15. In “Mad Max: Fury Road” (2015) Mel Gibson doveva tornare nei panni di Max, ma quando arrivò il momento di girare si ritenne troppo vecchio e lasciò la parte, che andò a Tom Hardy.

La terribile vera storia di Aileen Wuornos!

Aileen Wuornos è stata una serial killer americana attiva negli anni ’80 e ’90, condannata per aver ucciso sette uomini in Florida tra il 1989 e il 1990. Con il film “Monster” (2003), incentrato sulla sua vita, Charlize Theron ha vinto l’Oscar nel 2004.

Nata il 29 febbraio 1956 in Michigan, Aileen ha avuto una vita difficile fin dall’infanzia. Sua madre, Diane Wuornos, era una ragazza adolescente quando l’ha partorita e suo padre, Leo Pittman, era un pedofilo violento che è stato arrestato e condannato per stupro poco dopo la nascita di Aileen. In seguito, sua madre è stata costretta a lasciare Aileen e suo fratello ai nonni e il padre si è impiccato in cella.

Aileen venne maltrattata anche dal nonno alcolista e a 14 anni violentata da un amico di famiglia rimanendo incinta. Il figlio venne poi dato in adozione. In quegli anni lasciò la scuola ed ebbe problemi con la legge con diverse condanne per reati come il furto e la truffa. Iniziò a prostituirsi per guadagnare qualcosa per vivere, mentre nel 1976 sposò il facoltoso settantenne Lewis Gratz Fell. Dopo nove settimane lui chiese l’annullamento del matrimonio e un ordine restrittivo nei suoi confronti.

Aileen nel 1986 iniziò una relazione con Tyria Moore, conosciuta in un locale e diventata il suo grande amore e per mantenere entrambe continuò a prostituirsi.

Nel 1989 ha iniziato a uccidere uomini che aveva incontrato mentre faceva la prostituta. In genere attirava le sue vittime in zone isolate, prima di ucciderle con un’arma da fuoco e rubare i loro soldi e i loro beni. Il primo omicidio, quello di Richard Mallory, è stato descritto come autodifesa da parte della Wuornos, ma le successive vittime non sembravano rappresentare una minaccia per la sua vita.

La polizia, dopo aver trovato diversi cadaveri delle vittime, arrestò Aileen in un bar per motociclisti in Florida nel 1991 ma non riuscì a farle confessare gli omicidi anche a causa della scarsità di prove. Si ricorse all’uso di Tyria come mezzo per ottenere una confessione. Sotto la supervisione della polizia, Tyria fece una serie di telefonate ad Aileen in prigione. Alla fine in una telefonata, Aileen confessò i suoi crimini dichiarando che Tyria non aveva avuto alcun ruolo negli omicidi, scagionandola. Aileen aveva capito che Tyria era stata forzata dalla polizia e volle salvarla da possibili accuse.

Durante il processo Aileen ha dichiarato di aver ucciso gli uomini per autodifesa, sostenendo di aver subito violenze sessuali e abusi da parte di alcuni di loro. Tuttavia, non è riuscita a convincere la giuria e nel 1992 è stata condannata per omicidio di primo grado.

La Wuornos ha continuato a dichiararsi colpevole e ha rinunciato alle sue possibilità di appello. È stata giustiziata per iniezione letale il 9 ottobre 2002, all’età di 46 anni, dopo dodici anni in galera. In quei dodici anni non parlò mai più con Tyria.

La storia di Aileen Wuornos è stata raccontata in vari libri, documentari e film tra cui proprio “Monster” del 2003, con Charlize Theron nel ruolo della Wuornos, per cui ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista. Nell’opera di Patty Jenkins il ruolo di Tyria venne interpretato da Christina Ricci, cambiandole il nome in Selby Wall e cambiando molto del suo background.

Nel 1992 Jean Smart aveva già interpretato Aileen nel film Tv: “Overkill: The Aileen Wuornos Story”. La Smart dopo la vittoria dell’Oscar da parte della Theron fu molto amareggiata per non aver avuto la stessa possibilità di lavorare su uno script più fedele e crudo e anche di un makeup adeguato.