20 Curiosità su “Minority Report” (2002)

1. Il film è liberamente tratto dall’omonimo racconto di fantascienza di Philip K. Dick.

2. Inizialmente i diritti del racconto vennero acquistati per realizzare un seguito di “Atto di forza”. Il personaggio interpretato da Arnold Schwarzenegger doveva guidare una sezione operativa alla prevenzione dei crimini, avvalendosi delle premonizioni dei mutanti marziani. Dopo la stesura di diverse sceneggiature il progetto non vide mai la luce.

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15 Curiosità su “La fabbrica di cioccolato” (2005)

1. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Roald Dahl del 1964. Nel 1971 ne era stata già realizzata una versione con Gene Wilder protagonista. Tim Burton ha affermato di non aver preso nessun tipo di spunto da quel film, per mantenersi più vicino alla spirito originale del libro.

2. Nel 1999 la Warner Bros. comprò i diritti per realizzare un film con la regia di Gary Ross (Big, Dave presidente per un giorno, Seabiscuit). John C. Reilly si disse molto interessato ad interpretare Willy Wonka e nel 2001 si fece il nome di… Marilyn Manson!

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16 Curiosità su “Dunkirk” (2017)

1. Christopher Nolan voleva realizzare un film sull’evacuazione di Dunkerque senza sceneggiatura, concentrandosi solo sull’azione, ma sua moglie Emma Thomas riuscì a fargli cambiare idea e così scrisse  una sceneggiatura di sole 76 pagine per raccontare la vicenda con pochi dialoghi,  da tre punti di vista differenti (la terra, l’aria e il mare) e secondo tre diversi tempi (una settimana, un giorno, un’ora).

2. Dopo i successi precedenti, Nolan è stato pagato dalla Warner Bros. venti milioni di dollari in anticipo per la realizzazione del film, quando ancora nessuno dei produttori sapeva nulla a riguardo della trama.

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12 Curiosità cult su “Papillon” (1973)

1. Il film è tratto dal romanzo autobiografico scritto da Henri Charrière e pubblicato nel 1969. Papillon era il nomignolo di Charriere, derivante dal tatuaggio di una farfalla sul suo petto. Il romanzo offre una dettagliata cronaca dell’incarcerazione (fra il 1931 e il 1945) e della successiva fuga dalla colonia penale francese della Guyana di Charrière.

2. Charrière venne anche accusato di aver inventato molto del suo periodo nella colonia penale e di aver attinto da storie di altri detenuti per scrivere il libro. Secondo molti era impossibile che la vita carceraria fosse così disumana ma testimoni dell’epoca invece confermarono i metodi efferati utilizzati.

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