Recensione: “CODA – I Segni del Cuore”

Classificazione: 3 su 5.

Ho visto finalmente il film che agli Oscar 2022 si è portato a casa le statuette per Il Miglior Film, Miglior Attore non protagonista e Miglior sceneggiatura non originale.

Sinceramente posso dire subito una cosa, che anni fa un’opera del genere non avrebbe mai vinto la statuetta più ambita, perché per trionfare ci volevano tante altre qualità, sia tecniche che soprattutto di messa in scena, ma al giorno d’oggi spesso agli Oscar vince più l’argomento trattato e l’emozione che ha portato ad un pubblico più vasto che solo a quello critico.

CODA (Child of Deaf Adults), uscito in Italia con il pessimo titolo de “I Segni del cuore” è il remake del film francese del 2014 “La Famiglia Bélier” e la trama di base è praticamente identica, questo fa già sorgere un dubbio sul fatto che un remake possa vincere un Oscar alla sceneggiatura, ma nella storia è già successo, infatti anche “The Departed”, remake di “Infernal Affairs” si portò a casa quella statuetta… ma di certo è impossibile paragonare questi film fra loro, a livello di qualità.

La Famiglia Bélier

Di certo è di forte impatto il fatto che in questo lungometraggio, a differenza di quello francese, il cast che interpreta la famiglia è realmente non udente, a parte ovviamente Emilia Jones che interpreta Ruby. La Madre è addirittura interpretata da Marlee Matlin, vincitrice dell’Oscar per “Figli di un dio minore” e la sua interpretazione è ottima ma quella del padre Troy Kotsur è di sicuro quella che spicca di più fra tutti, perché riesce comunque a comunicarci tantissimo dal suo volto e dai suoi gesti. Di sicuro il suo Oscar è quello più meritato fra i tre vinti.

L’opera ha diversi picchi emotivi che è impossibile non facciano emozionare anche il pubblico più esigente (io da quanto ho due figlie piccole mi commuovo per qualunque cosa) ed è sorprendente che la parte più importante del film siano le canzoni, cantate da una bravissima e convincente Emilia Jones. Sembra quasi di vedere un musical, che ci colpisce al cuore quando capiamo quanto sia difficile la vita per una persona sorda e com’è la sua percezione del mondo.

La parte però stonata a parer mio è che la messa in scena generale è davvero identica a tantissimi teen movie già visti, una fotografia da film tv e scene “telefonate”… il tutto salvato dal cast che ripeto mi è piaciuto davvero tanto.

Dal Miglior Film agli Oscar penso ci si aspetti molto di più… o sono io che rimango troppo ancorato al cinema del passato!? Chissà…

Rispondi