Recensione: “Moon Knight” (Miniserie)

Moon Knight è un personaggio conosciuto per lo più dai veri fan dei fumetti Marvel, per questo ero intrigato da questa miniserie su Disney +, perché curioso di vedere cosa ne avrebbero fatto del mercenario Marc Spector divenuto l’Avatar sulla terra del Dio Egizio Khonshu… e sono rimasto alquanto sorpreso.

La serie, per ovvi motivi, deve sempre seguire alcune linee dettate dalla casa madre e quindi anche qui spesso ci sono momenti di leggerezza (quelli che tollero poco) ma comunque c’è tantissima sostanza nei sei episodi, fra tutti il quinto che mai ci si aspetterebbe da una serie supereroistica.

Visivamente è davvero impressionante e tutti i rimandi alla cultura egizia sono delle gemme che impreziosiscono la trama. Quello di Ethan Hawke risulta essere un buon villain per lo stile che si è voluto scegliere e tiene bene la scena. Bella l’idea avuta proprio da Hawke per l’inizio della prima puntata; ci fa capire tanto del suo personaggio. Ma arriviamo al dunque, questa serie merita tutto per l’interpretazione di Oscar Isaac, anzi per le interpretazioni!

Isaac interpreta Marc Spector ma anche Steven Grant. Infatti il protagonista soffre di un disturbo dissociativo della personalità e così Marc e Steven devono convivere e collaborare e addirittura avranno anche due trasformazioni diverse, Moon Knight e Mr.Knight. Oscar riesce a donare anima e corpo ad entrambi, cambiando completamente il modo di recitare e addirittura in lingua originale possiamo sentire i diversi accenti delle due personalità, una inglese e una americana. Una lavoro davvero enorme che fa spiccare il volo alla qualità della serie.

Forse per un pubblico che si aspetta solo leggerezza e azione, risulterà il tutto un po’ complicato e contorto e magari dovrà cercare un po’ di aiuto su internet per capire alcune cose ma io sono rimasto soddisfatto globalmente… e poi quella quinta puntata è un colpo al cuore che mi porterò dietro per tanto tempo.

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