/ 15 mirabolanti curiosità su “SPACE JAM” (1996)

1. Il film fu un modo divertente per raccontare cosa successe a Michael Jordan durante il suo primo ritiro dal mondo del Basket. Infatti il lungometraggio finisce con il suo ritorno sul parquet dei Chicago Bulls nel 1995.

2. L’idea del film venne ai produttori dopo aver visto uno spot della Nike, dove Jordan e Bugs Bunny interagivano fra loro.

3. Jordan obbligò la produzione a costruirgli un campo da basket per tenersi in allenamento durante le riprese. Alla fine il campo divenne un luogo di ritrovo per tutti gli attori che giravano negli studi della Warner Bros. e ogni giorno si giocavano delle partite. Anche gli altri giocatori NBA coinvolti nel film non si tirarono indietro.

4. Bill Murray nei primi anni ’90 fu protagonista di una serie di spot televisivi in cui impersonava un aspirante giocatore di basket, che nonostante ce la mettesse tutta non arrivava a realizzare il suo sogno. Per questo venne scelto per il ruolo nel film.

5. Lola Bunny venne creata apposta per il film.

6. Il film incassò 250 milioni di dollari ma non venne risparmiato da critiche. Ebbe molto più successo nel tempo e con la vendita delle Home Video.

7. La colonna sonora, trainata da “I believe i can fly” arrivò addirittura a portarsi a casa sei dischi di platino. La canzone di R. Kelly vinse anche due Grammy Awards.

8. In lingua originale Mr. Swackhammer è doppiato da Danny DeVito; nella versione italiana invece la sua voce è quella di Giampiero Galeazzi. Altre voci note presenti nel film sono quelle di Simona Ventura, che dà la voce a Lola Bunny, e del giornalista sportivo Sandro Ciotti, che doppia Bertie, il topo radiocronista.

9. Nello spezzone in cui i Nerdlucks si recano al Madison Square Garden con la missione di rubare il talento ai giocatori in campo, si siedono di fianco all’attrice Patricia Heaton, famosa per il suo ruolo nelle serie tv “Tutti amano Raymond” e “The Middle”, e a Dan Castellaneta, la voce originale di Homer Simpson.

10. Il film fu l’occasione giusta per lanciare le nuove scarpe di Michael Jordan, ovvero le Air Jordan 11. Le scarpe in questione vengono inquadrate più volte nel film, e furono vendute in grandi quantità dopo la sua uscita.

11. “Dai Michael, la partita ci aspetta! Infilati i tuoi Hanes, allacciati le Nike, prendi i tuoi cereali e una Gatorade; i Big Mac li compriamo lungo il tragitto” è la frase che il tuttofare Stan (William Knight) pronuncia ad un certo punto del film: è un riferimento a tutte le più note campagne pubblicitarie aventi Jordan come testimonial.

12. Bill Murray indossa il cappellino con il logo dei “Saint Paul James”, squadra di baseball della Minor League, dei quali l’attore è socio.

13. Il regista Joe Pytka si è portato a casa il pallone usato nel film.

14. Un film crossover con la serie Tv “Teen Titans Go!” , “I Teen Titans Go! Guardano Space Jam“, è andato in onda su Cartoon Network nel 2021.

15.  Dopo diversi anni di sviluppo, il 16 luglio 2021 è stato distribuito uno stand-alone sequel, “Space Jam: New Legends” con LeBron James come protagonista. Il film ha incassato solamente 162 milioni di dollari e ha vinto tre Razzie Awards.

/ 15 Curiosità esplosive su “Armageddon” (1998)

1. Nel 1998 “Armageddon” divenne il più grande successo economico della storia della Disney con 553 milioni di dollari di incasso, a fronte di un budget di 140.

2. Alla NASA viene ancora mostrato durante il programma di formazione manageriale.
Ai nuovi manager viene assegnato il compito di cercare di individuare il maggior numero possibile di errori fisico/aerospaziali.
Ne sono stati trovati ben 168.

3. Il regista Michael Bay ha ammesso che rigirerebbe tutto il terzo atto, perché lo trova terribile.

4. Billy Bob Thornton confidò che recitò nel film solo per soldi e Steve Buscemi perché voleva una casa più grande.

5. Bruce Willis fu obbligato a partecipare al film dopo aver abbandonato il progetto, da lui considerato fallimentare, del film “Broadway Brawler”.
La Disney stipulò con lui un contratto in cui si impegnava a recitare in “Armageddon” e altri due film, e si sarebbe così accollata i costi di quel film mai realizzato.
Gli altri due film erano “Il Sesto Senso” e “Faccia a Faccia”.

6. Bruce Willis si trovò così male sul set che non volle mai più lavorare con Bay.

7. La love story fra Ben Affleck e Liv Tyler non era così importante nella sceneggiatura originale ma visto il successo di “Titanic” (1997) furono girate a fine produzione tantissime scene d’amore in più fra i due.

8. Gli “Aerosmith” arrivarono per la prima volta in carriera al numero uno delle classifiche americane proprio con la canzone del film “I don’t want to miss a thing”.

9. Il film uscì due mesi dopo “Deep Impact” che trattava lo stesso tema. “Armageddon” però stravinse il duello al botteghino.

10. Il supervisore agli effetti visivi ebbe un esaurimento nervoso sul set, così Michael Bay si occupò anche di quelli. Contattò James Cameron per chiedere consigli su come gestire un enorme mole di lavoro da soli. Bay era solo al suo terzo film da regista.

11. Bruce Willis mentre era sul set contattò il regista de “Il miglio verde” Frank Darabont, che era in cerca da tempo del suo “John Coffey”, per dirgli che aveva trovato in Michael Clarke Duncan l’attore perfetto per il ruolo.

12. Ben Affleck chiese a Michael Bay perché nel film non veniva insegnato a degli astronauti a trivellare, invece che trasformare dei trivellatori in astronauti… Bay gli rispose: “chiudi quella cazzo di bocca!”.

13. Questa è l’unica volta che Bruce Willis venne doppiato da Massimo Popolizio, perché in quel periodo era in atto uno sciopero dei doppiatori e così molte voci associate agli attori sono diverse dal solito.

14. Il regista Michael Bay è presente nel film in un cameo, nelle sequenze della messa in funzione del telescopio spaziale Hubble.

15. La NASA per la prima volta nella sua storia, ha collaborato attivamente alla realizzazione del film, consentendo riprese all’interno della propria sede, in particolare nella piscina dove avviene l’addestramento degli astronauti e sulla piattaforma di lancio dismessa dopo la tragedia dell’APOLLO 1. Questo però non ha comunque giovato alla sceneggiatura visti tutti gli errori tecnici presenti.

/ 12 Curiosità Disneyane su “Lilli e il Vagabondo” (1955)

1. È il 15º Classico Disney, e fu il primo film d’animazione girato nel processo di pellicola “Widescreen Cinemascope”, per avere un campo visivo più ampio sul grande schermo.

2. L’idea di base venne nel 1937 allo sceneggiatore Joe Grant, raccontando a Walt Disney come era cambiata negli atteggiamenti la sua cagnolina Lady (il nome originale di Lilli) quando in casa arrivò il figlio di Joe. Disney non era convinto e solo dopo tantissimi anni si decise di far partire il progetto con tante idee e personaggi nuovi.

3. La sequenza d’apertura del film, in cui “Tesoro” apre una scatola per cappelli la mattina di Natale e ci trova dentro Lilli, si basa su un episodio in cui Walt Disney regalò a sua moglie Lily un cucciolo di Chow Chow in una scatola per cappelli, per scusarsi per essersi dimenticato un loro appuntamento tempo prima.

4. La scena iconica degli spaghetti non piaceva a Walt Disney, che era disposto a tagliarla, per fortuna l’animatore Frank Williams la realizzò tutta e la rese più romantica possibile e quando Walt la vide capì che era perfetta.

5. Con un budget di 4 milioni il film fu un grande successo di pubblico. Con tutte le varie riedizioni il suo incasso ad oggi si aggira sui 93 milioni di dollari.

6. La sceneggiatura finale del film è liberamente ispirata al racconto “Happy Dan, The Whistling Dog” di Ward Greene.

7. Inizialmente Fido sarebbe dovuto morire dopo esser stato investito dalla carrozza, infatti Whisky lo tocca e lui non si muove. Quando Walt Disney vide questa scena, rimase sconvolto e non volle ripetere la scena traumatica di “Bambi”, pensando che fosse troppo pesante. Perciò fece in modo che Fido tornasse alla fine, per la scena Natalizia, con una gamba rotta per rassicurare il pubblico.

8. Il film “La carica dei cento e uno ” è colmo di riferimenti a “Lilli e il vagabondo”. Si possono riconoscere diversi personaggi: Whisky, Gilda, il suo amico bulldog, persino Lilli e Biagio in una breve scena.

9. Originariamente, i proprietari di Lilli vennero chiamati Jim Brown e Elizabeth, ma vennero modificati per evidenziare il punto di vista di Lilli. Essi vennero brevemente indicati come “Mr” e “Mrs” prima di stabilirsi sui nomi “Gianni Caro” e “Tesoro”. Per mantenere la prospettiva di un cane, le facce di Tesoro e Gianni Caro sono mostrate raramente

10. In principio c’era anche un triangolo amoroso tra Lilli, Biagio e un levriero russo di nome Boris.

11. Poiché non tutti i cinema erano attrezzati per il CinemaScope all’epoca Walt distribuì due versioni del film: una in widescreen e un’altra in 1.37:1. Ciò comportò la riunione degli scenografi per ristrutturare le scene chiave quando i personaggi erano sui bordi dello schermo.

12. Nel 2001 uscì “Lilli e il vagabondo II – Il cucciolo ribelle” direttamente per il mercato Home Video, mentre nel 2019 è uscito su Disney + il live action.

/ 20 Curiosità da Oscar su “Il Silenzio degli Innocenti” (1991)

1. Il film era già pronto per uscire nel 1990 ma si scelse di aspettare il 1991 per non correre agli Oscar con il favorito “Balla coi Lupi”. La scelta fu azzeccata, infatti nel 1992 vinse i cinque Oscar principali (Film, Regia, Attore Protagonista, Attrice Protagonista e sceneggiatura non originale). Solo tre film nella storia possono vantare questi cinque Oscar: “Accadde una notte” (1934), “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (1975) e “Il Silenzio degli Innocenti” (1991).

2. Gene Hackman voleva realizzare a tutti i costi il film, con lui come Hannibal Lecter, ma poi abbandonò l’idea in seguito perché ritenne il personaggio lontano da lui e non adatto.

3. Quando ad Anthony Hopkins venne consegnato il copione da leggere, pensò fosse un film per bambini, in originale il titolo è “The Silence of the Lambs” (Il Silenzio degli agnelli).

4. La prima scelta del regista per il ruolo di Clarice era Michelle Pfeiffer ma non accettò perché non le piacque la sceneggiatura. La Foster non era stata considerata perché al regista non piaceva il suo accento, ma la sua voglia e tenacia nel volere fortemente il ruolo gli fecero cambiare idea.

5. Sean Connery rifiutò la parte di Hannibal Lecter perché trovava lo script rivoltante.

6. Hopkins compare nel film per appena 24 minuti e 52 secondi e recita per meno di 17. Questo gli fruttò comunque l’oscar come protagonista.

7. Il famoso risucchio fatto a denti stretti dopo aver detto a Clarice di aver mangiato il fegato, con un piatto di fave e un buon chianti, fu un’idea di Hopkins e sorprese la Foster che non se lo aspettava.

8. La Foster rimase anche colpita dal racconto di Lecter sulle origini povere e contadine di Clarice, perché non erano in copione e la sua risposta ferita fu del tutto genuina. A fine riprese ringraziò Hopkins per aver smosso qualcosa in lei interiormente.

9. Scott Glenn (Jack Crawford) disse di aver rivalutato la pena di morte dopo aver ascoltato dei nastri di alcuni serial killer mentre torturavano le proprie vittime. Hopkins e la Foster non vollero ascoltarli.

10. Ted Levine (Buffalo Bill) decise di inserire la scena di lui che balla nudo con il pene nascosto fra le gambe, dopo averne parlato con il regista Jonathan Demme. Levine riuscì a realizzarla solo dopo aver bevuto due shot di Tequila.

11. L’attrice Brooke Smith, che interpreta Catherine Martin, ingrassò di oltre 12 kg appositamente per il ruolo.

12. Jodie Foster era realmente intimorita da Hopkins, tanto da non riuscire a chiacchierare fra un ciak e l’altro. A fine riprese Hopkins le disse in realtà che era lui che aveva paura di lei. (Ne parlo meglio in un altro articolo nel sito).

13. Hopkins ha avuto l’intuizione di non sbattere quasi mai le palpebre durante il film.

14. I serial killer Ed Gein, Ted Bundy e Gary M. Heidnik sono state le ispirazioni per il personaggio di Buffalo Bill.

15. Anthony Hopkins disse che una grossa ispirazione per il suo Hannibal Lecter venne dagli interrogatori a Charles Manson.

16. Lecter doveva avere una tuta gialla o arancione dopo il suo spostamento da Baltimora ma Hopkins chiese se fosse possibile vestirlo tutto di bianco, perché secondo lui sarebbe stato un contrasto significativo e avrebbe fatto venire in mente al pubblico un dentista o un medico.

17. L’immagine della locandina del film è ispirata a “In Voluptas Mors”, una foto di Salvador Dalì in posa accanto a un teschio composto da sette donne nude.

18. Jonathan Demme non era soddisfatto della classica cella con le sbarre, così ne fece realizzare una con del Plexiglas.

19. Thomas Harris, l’autore del libro da cui è tratto il film, ha scritto quattro libri in tutto sul personaggio di Lecter e tutti e quattro sono stati portati sul grande schermo. Il primo libro “Red Dragon” due volte, prima nel 1986 con il titolo “Manhunter” con Brian Cox nella parte di Hannibal (il cognome nel film è Lektor) e poi nel 2002 con il titolo omonimo.

Brian Cox

20. Anthony Hopkins ha ripreso il ruolo di Lecter sia nel seguito “Hannibal” (2001) sia nel prequel “Red Dragon” (2002) mentre Jodie Foster non è voluta tornare nei panni di Clarice perché non ritenne il copione all’altezza e venne sostituita da Julianne Moore nel film di Ridley Scott. Nel prequel “Hannibal – Le origini del male” (2007) il giovane protagonista era Gaspard Ulliel, mentre nella serie Tv “Hannibal” (2013-2015) Mads Mikkelsen.

Mads Mikkelsen

/ 20 Curiosità su “Chi ha incastrato Roger Rabbit” (1988)

1. Il film è ispirato dal romanzo di Gary Wolf “Who Censored Roger Rabbit?”. Wolf in seguito ha scritto un secondo romanzo dove i protagonisti sono più simili alle loro controparti cinematografiche che non al primo libro. I libri e il film hanno tre storie ben distinte.

2. Nel 1983 la Disney voleva già portare sul grande schermo il romanzo di Wolf e mise a capo del progetto l’animatore Darrell Van Citters. Dopo diverse prove il progetto venne accantonato, solo in seguito arrivò Spielberg come produttore e Zemeckis alla regia, che stravolse il design dei personaggi e li rese come li abbiamo sempre visti nel film. (Ne parlo meglio in un altro articolo nel sito)

3. L’accordo fra la Warner Bros. e la Disney prevedeva che i rispettivi personaggi comparissero sullo schermo per la medesima durata e avessero le stesse quantità di battute.
Doveva essere anche rispettata l’importanza del personaggio, quindi per fare un esempio, se c’era in scena Paperino doveva esserci Duffy o se c’era Topolino doveva esserci Bugs Bunny. Altri personaggi invece sono stati creati apposta per il film.

4. Il figlio piccolo di Bob Hoskins non parlò con il padre per settimane dopo l’uscita del film, perché aveva lavorato con Bugs Bunny e non glielo aveva presentato!

5. Il tunnel che porta a Cartoonia è lo stesso dell’inseguimento fra Marty e Biff in “Ritorno al Futuro – parte II”
Si trova a Griffith Park, Hollywood, Los Angeles!
Entrambi i film sono diretti da Robert Zemeckis e interpretati da Christopher Lloyd.

6. Charles Fleischer, la voce originale di Roger Rabbit, volle vestirsi come Roger, per rimanere sempre nel personaggio durante il periodo del suo lavoro sul set. Quando i produttori di altri film realizzati li accanto, lo vedevano, pensavano che il trucco e gli effetti visivi del film fossero davvero pessimi.

7. La voce di Jessica Rabbit udibile nei dialoghi è quella dell’attrice Kathleen Turner. Quando invece si esibisce al club “Inchiostro e Tempera”, il canto è opera di Amy Irving.

8. Bill Murray era la prima scelta per Eddie Valiant ma nessuno riuscì a contattarlo (come sapete Bill non ha un agente e ascolta le proposte che gli arrivano sulla segreteria telefonica, sempre se ne ha voglia). Così venne ingaggiato Bob Hoskins. Murray si “mangiò le mani” quando lo scopri in seguito.

9. Per la parte di Valiant erano stati anche considerati: Harrison Ford, Eddie Murphy, Jack Nicholson, Robert Redford, Sylvester Stallone e Ed Harris. A Robin Williams invece vennero offerte sia la parte di Eddie Valiant che quella del giudice Morton. Ma non accettò.

10. Tim Curry arrivò a fare il provino per il giudice Morton ma Spielberg e Zemeckis lo trovarono troppo terrificante anche per un ruolo del genere. Alla fine Zemeckis si decise ad assegnare la parte al suo “Doc Brown” Christopher Lloyd.

11. Si decise di non mettere il “?” alla fine del titolo, presente invece in quello originale del romanzo, perché nel mondo dello spettacolo si pensava che i titoli “interrogativi” portassero male al botteghino.

12. La celebre frase pronunciata da Jessica Rabbit (“Io non sono cattiva, è che mi disegnano così”) è stata inserita tra le 100 migliori battute di tutti i tempi.

13. Visto che durante le riprese Hoskins non sapeva che aspetto avesse Jessica, Zemeckis gli disse di pensare alla sua fantasia sessuale ideale. Guardando il film Bob disse che Jessica era decisamente molto più sexy di quanto potesse immaginare.

14. Trecentoventisei animatori hanno lavorato a tempo pieno al film, supervisionati da Richard Williams. Vennero realizzati oltre un milione di disegni.

15. Roger Rabbit indossa una tuta stile Pippo, i guanti di Topolino e il farfallino di Porky Pig.

16. Jessica si ispira a Rita Hayworth, a Veronica Lake e a Lauren Bacall.

17. Gli sceneggiatori si sono ispirati per la trama allo stile del film “Chinatown” (1974) e ad un seguito mai realizzato dal titolo “Cloverleaf”.

18. Quando Eddie entra a Cartoonia si trasformava anche lui in un cartone. Gli animatori ci lavorarono per sei settimane ma poi Zemeckis cambiò idea e le scene non vennero utilizzate.

19. In una delle prime versioni della sceneggiatura, il giudice Morton era indicato come colui che uccise la madre di Bambi.

20. Il film ebbe un costo di 70 milioni di dollari ma venne ripagato con 330 milioni di incasso e tre Oscar (effetti visivi, montaggio e montaggio sonoro) e anche un Oscar speciale per la direzione artistica.

Bonus: Nel 2013 venne confermata la realizzazione di un sequel del film, anche se Zemeckis probabilmente non ne avrebbe fatto parte. La morte di Bob Hoskins nel 2014 cancellò definitivamente il progetto.