
“Non ho mai parlato con lui, era spaventoso.
Ricordo che il primo giorno dovevamo leggere una parte del copione, così sono arrivata presto.
A fine giornata non volevo più parlargli.
Ero pietrificata.

“Non ho mai parlato con lui, era spaventoso.
Ricordo che il primo giorno dovevamo leggere una parte del copione, così sono arrivata presto.
A fine giornata non volevo più parlargli.
Ero pietrificata.

1. La serie nasce dalla rubrica omonima scritta dal 1994 sul “New York Observer” da Candance Bushnell, con lo pseudonimo di Carrie Bradshaw. Tutti i pezzi vennero poi inseriti in un libro nel 1996.
2. Il creatore della serie Darren Star (Beverly Hills, Melrose Place) pagò “solamente” 60.000 dollari i diritti del libro per realizzarne una serie.
3. La serie vinse ben sette Emmy Awards e otto Golden Globes. Kristin Davis (Charlotte) è l’unica a non aver mai vinto un premio personale per il suo ruolo.
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Novembre 2003.
Jonathan Brandis andò a trovare i suoi genitori e restò a casa loro per quattro giorni.
Durante il soggiorno i due si accorsero che c’era qualcosa che non andava in lui ma non riuscirono a scoprire che cosa lo facesse sentire così giù di morale.
Una sera Jonathan uscì con gli amici a bere qualcosa, per poi tornare a casa insieme a loro.
Il suo comportamento, durante tutta la serata, fu davvero strano.
Ad un tratto uscì dall’appartamento.
Passati 15 minuti uno dei suoi amici, molto preoccupato, andò a cercarlo.
La scena che si trovò davanti fu devastante.

1. In principio i capelli di Ariel dovevano essere biondi ma si decise di cambiarli, per prima cosa perché non si abbinavano bene al colore della coda e per seconda perché non volevano assomigliasse troppo alla sirena di Daryl Hannah nel film “SPLASH” (1984).
2. Il colore della coda è stato realizzato appositamente per film, tanto che da quel momento quel determinato colore è conosciuto dai disegnatori della Disney con il nome di “Ariel”.
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1. Al fine di connettersi maggiormente con il suo personaggio e accentuare la sensazione di perdita, necessaria per svolgere il ruolo, Adrien Brody lasciò il suo appartamento, vendette la sua auto e smise di guardare la televisione.
2. Brody ha perso 14 kg per il ruolo di Wladyslaw Szpilman.
Per sei settimane ha seguito una dieta ferrea a base di 2 uova sode e tè verde a colazione, un po’ di pollo per il pranzo e un piccolo pezzo di pesce o di pollo con verdure a vapore per cena.
Ad inizio riprese il suo peso era di 73 kg, alla fine di soli 59 kg per 185 cm.