Quando Daniel Day-Lewis fece l’apprendista calzolaio.

“A cavallo fra il 1999 e il 2000, Daniel passò nella nostra bottega a Borgo San Frediano.
Era entrato, un giorno, per ordinare un paio di scarpe fatte a mano e su misura: già da tempo era a Firenze, ospite di amici, in fuga dalla celebrità.
La seconda volta che ci entrò, per sfuggire ai paparazzi, fece una richiesta che ci lasciò sbigottiti: chiese di lavorare in bottega per imparare l’arte.

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Recensione: Settembre

Ringrazio la “01Distribution” che facendomi partecipare all’anteprima, mi ha fatto scoprire questo piccolo, intenso e divertente film.
Spesso ci soffermiamo solo su grandi titoli, di grandi produzioni ma il cinema è fatto anche di piacevoli sorprese come questo.
A me piacciono sempre le opere prime, perché sono come una tela bianca per uno spettatore, non potendo paragonare l’opera ad un lavoro precedente di chi dirige e quindi si guarda il tutto in modo più leggero e meno critico.

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Luca Ward e l’arte del doppiaggio.

Avevo 34 anni quando ho doppiato Pulp Fiction, ero un “ragazzino”.
Quando sono entrato in sala quel giorno, mi ha preso un accidente; in primis perché ho visto la bravura di quel colosso di Samuel L Jackson e poi mi son detto:
“Ma io come cazzo faccio a doppiare questo qua?”
Pino Colizzi, il direttore del doppiaggio nonché voce di Michael Douglas, mi disse: “Non ti preoccupare, ti conosco abbastanza bene, vedrai che farai un ottimo lavoro”.
I due monologhi “Ezechiele 25.17” furono incisi entrambi di notte, perchè all’epoca io facevo contemporaneamente “Pulp Fiction”, “il Corvo” e “Golden Eye”…non sapevo dove dare il resto.

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