2° parte: “Voldemort, le origini – l’orfanotrofio, 1937.”

Nello scorso approfondimento abbiamo conosciuto Meorpe Gaunt, che muore in un orfanotrofio babbano poco dopo aver dato alla luce Tom Marvolo Riddle, chiamato così in onore del padre e del nonno. Tom cresce tra quelle mura senza sapere niente sui suoi genitori o sulla sua famiglia magica, senza sapere di essere un mago. Fino al giorno in cui Albus Silente si reca da lui per proporgli di entrare ad Hogwarts, in una scena che, sebbene velocemente, è riportata anche nel film “il principe mezzosangue”.
C’è un motivo per cui voglio dedicare un approfondimento a questo momento specifico: durante la conversazione tra i due, avvenuta in realtà in pochi minuti, ci sono moltissimi indizi sulla persona che Tom, a soli 11 anni, mostra di essere.

«Non le credo» ribatté Riddle. «Vuole farmi visitare, vero? Dica la verità!»
Pronunciò le ultime tre parole con forza impressionante: era un ordine, e sembrava che l’avesse impartito molte volte. I suoi occhi si erano dilatati e lui scrutava truce Silente, che non rispose e continuò a sorridere affabile. Dopo qualche istante Riddle smise di guardarlo, eppure era, se possibile, ancora più sospettoso. […]
«Io non sono pazzo!»
«Lo so che non sei pazzo. Hogwarts non è una scuola per pazzi. È una scuola di magia».
«Magia?» ripeté in un sussurro.
«Esatto» confermò Silente.
«È… è magia, quella che so fare?»
«Che cos’è che sai fare?»
«Di tutto» esalò Riddle. Un rossore eccitato gli salì dal collo alle guance incavate; sembrava febbricitante. «Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. So ferirli, se voglio».

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/ VOLDEMORT – Le Origini 1° parte

In questa serie di approfondimenti andremo a scoprire eventi, storie di personaggi e curiosità che nei film della saga sono stati omessi o affrontati con velocità. I primi capitoli della rubrica non possono che parlare di Voldemort, o meglio, del giovane mezzosangue Tom Marvolo (Orvoloson nella versione italiana) Riddle e del percorso che lo ha portato ad essere il più grande mago oscuro di tutti i tempi.

Siete pronti? INIZIAMO!!!💥

Anno 1926 circa.
Quel che sappiamo dai film è che Tom Marvolo Riddle è un diretto erede di Salazar Serpeverde e di Cadmus Peverell (uno dei tre fratelli nominati da Beda il bardo nella storia dei Doni della morte, quello che ha ricevuto la pietra della resurrezione). La storia sua e della sua famiglia viene approfondita da Silente in vari capitoli de “il principe mezzosangue”, in una serie di ricordi che mostra ad Harry grazie al pensatoio. Qui conosciamo la madre di Voldemort, Meorpe Gaunt, che vive con il padre Marvolo e il fratello Morfin nella più totale povertà in una baracca fatiscente e lurida. Gli unici oggetti di valore sono il medaglione di Salazar Serpeverde e l’anello con lo stemma dei Peverell, tenuti come cimeli di famiglia e prova della nobiltà della loro ascendenza. Nell’ossessione di mantenere il loro sangue puro, da diverse generazioni la nobile casata Gaunt aveva la tendenza di sposarsi tra consanguinei, cosa che ha portato una serie di malformazioni genetiche quali lo strabismo e una corporatura sproporzionata e deforme.

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Recensione: La Fiera delle Illusioni (2021)

Ho visto finalmente l’ultimo film di Guillermo del Toro, candidato a 4 premi Oscar: “La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley”

La storia racconta di un uomo senza passato (Bradley Cooper) che si unisce per caso ad un Luna Park itinerante a fine anni 30. Qui apprende da ognuno degli artisti qualcosa di importante, nel bene e nel male, ma soprattutto l’arte del mentalismo, che farà sua e userà negli anni a venire nei suoi spettacoli nell’alta società, raggirando e imbrogliando persone dall’animo fragile o che hanno perso una persona cara, ma questo provocherà conseguenze inimmaginabili per tutti… soprattutto per lui.

Questo secondo adattamento del libro “Nightmare Alley” (1946), il primo era del 1947 con Tyrone Power come protagonista, a me è piaciuto molto. Non di certo il lavoro migliore di del Toro (per me rimane sempre “Il Labirinto del fauno”) ma di certo la sua mano si vede eccome. Infatti la regia è strepitosa, sorretta da una fotografia splendida che sembra uscita davvero da quell’epoca. Poi del Toro come sempre riesce a prendere storie classiche da film minori o b-movie e a renderle perfette per il grande pubblico, e quando ci sono di mezzo i Freak allora lui è nel suo mondo e da il meglio.

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La vera storia di Brandon Teena che ha ispirato “Boys Don’t Cry (1999)

Teena Brandon nasce in Nebraska nel 1972. Appena nata perde suo padre e cresce con la sorella, prima vivendo dalla nonna e poi stabilmente dalla madre. La loro infanzia è fatta di ripetuti abusi da parte di uno zio e nessuno fa nulla per aiutarle. Più passano gli anni e più Teena inizia a non sentirsi più a suo agio nel suo corpo di ragazza, perché lei si sente fisicamente e soprattutto mentalmente un uomo…

Inizia a vestirsi sempre con abiti maschili e sua madre tenta di ostacolarla in ogni modo, dicendole che è solo una moda passeggera. Ma Teena sa che non è così e da quel momento si presenta alle persone sempre come un ragazzo, di nome Brandon, sognando un giorno di fare un’operazione per cambiare sesso.

Brandon inizia ad avere anche delle storie con delle ragazze senza dire mai la verità su se stesso, ma quando lo fa con alcune di loro riceve solo insulti e viene deriso e schernito, spingendolo alla depressione. Non avendo soldi un giorno viene arrestato per alcuni assegni falsi e li la sua identità viene sbattuta in prima pagina nei giornali locali, portandolo ad un tentativo di suicidio.

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15 Curiosità su “Moulin Rouge!” (2001)

1- La collana indossata da Nicole Kidman è stata la più costosa mai realizzata per un film.
Composta da 1308 diamanti, vale un milione di dollari.

2- Prima di girare la scena di “Like a Virgin” il pavimento è stato strofinato con della Coca Cola per evitare che i ballerini scivolassero.

3- Molte delle scene in cui è presente la Kidman hanno richiesto delle riprese dalla vita in su.
Infatti durante una scena si è fratturata due costole e si è fatta male ad un ginocchio.
Dopo le riprese di “Moulin Rouge!” Nicole avrebbe dovuto girare “Panic Room” ma proprio a causa dell’infortunio fu sostituita da Jodie Foster.

4- Inizialmente era previsto che Ozzy Osbourne prestasse la sua voce alla fatina verde dell’assenzio, che sarebbe dovuta essere in versione maschile ma poi la scelta ricadde sulla versione più sexy e più “Campanellino” impersonata da Kylie Minogue.
L’urlo maligno della fatina, in ogni caso, è opera di Ozzy.

5- Sia Nicole Kidman che Ewan McGregor hanno indossato un’imbracatura per la scena dell’elefante, girata a 18 metri di altezza.

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