/ Il primo incontro fra Verdone e la Sora Lella

“Un mio amico che aveva un bar sotto casa mia, il bar Mariani, mi disse: stai cercando una per fare tua nonna?
Sintonizzati su Radio Lazio, c’è la sorella di Fabrizi che alle 11 fa un programma.
Mi sintonizzai: era una trasmissione in cui chiamavano tante donne, molte cornute, che chiedevano consigli alla sora Lella.
Scoprii un mondo: un esercito di donne disperate che le chiedevano consiglio.
Era una consolatrice di anime.


Il mio amico mi disse che a mezzogiorno staccava, andava al bar e si prendeva un analcolico come aperitivo.
Il giorno dopo andai in quel bar: vidi questa donna grossa al bancone, bella, con una faccia bella da romana, da bancarellara di Campo de’ Fiori (la mamma di sora Lella, tra l’altro, aveva proprio un banco di frutta e verdura a Campo de’ Fiori.)”.
Le sono andato vicino.
Le ho dato del voi perché ai romani di una volta se gli dai del voi li fai sentire importanti.
‘Voi siete la sora Lella?’.
‘E voi chi siete?’. ‘Carlo Verdone’. ‘Ma quello che fa l’attore? Me cojoni’.


‘Stavo cercando una persona per il ruolo di mia nonna per il mio prossimo film.
Ho pensato a voi. Voi c’avete la faccia, se me sostenete le battute è fatta’”.
“In effetti il provino andò benissimo e la sora Lella fu presa per il ruolo anche se Sergio Leone come produttore era contrario.
‘Oddio mio, ma che hai combinato?
Ma non va bene, quella c’ha 300 di colesterolo, se ci muore durante il film che facciamo?
Entra ed esce dal Fatebenefratelli continuamente’.
Vista la paura di Sergio andai dalla sora Lella e le dissi ‘Le devo chiedere una cortesia: il cestino lo prenda in bianco, non mangi la pasta, perda qualche chilo’.
Dopo una settimana il capo macchinista disse: “Sora Lella, ce farebbe un’amatriciana?”.
“Ma come no, dateme una pentola”.
E lei fece chili di bucatini per tutto il set: “Andammo avanti dieci giorni con questi bucatini e il pomeriggio non riuscivamo a lavorare più”.

Carlo Verdone 😁

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