/ 12 Curiosità su “Non è un paese per vecchi” (2007)

1. I tre personaggi principali non condividono mai un momento insieme nella stessa inquadratura!

2. Degli esperti del settore hanno studiato centinaia dei più famosi psicopatici della storia del cinema e Anton Chigurh (Javier Bardem) è risultato il più credibile e realistico.

3. I Fratelli Coen dovettero interrompere le riprese per un giorno intero perché una nuvola nera di fumo aveva invaso il loro set. La nube si era creata grazie alle prove degli effetti pirotecnici sul set a fianco al loro… quello de “Il Petroliere”.

4. Il montatore del film si chiama Roderick Jaynes… ma è in realtà è uno pseudonimo in cui si celano i fratelli Coen. Jaynes ha ricevuto anche due nomination agli Oscar, sia per questo film che per “Fargo”.

5. I capelli di Chigurh sono realmente quelli di Bardem. Javier ha “ringraziato” i Coen perché con quella acconciatura non avrebbe di sicuro fatto sesso per tanto tempo.

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/ 3°parte “Voldemort – la vita ad Hogwarts 1938-1945”

Tom Riddle arrivò dunque ad Hogwarts, con gli abiti lisi e la sua bacchetta di tasso e piuma di fenice, e venne smistato in Serpeverde. Sin da subito si dimostrò essere uno studente modello: talentuoso, avido di sapere, eccellente in tutte le materie e docile con gli insegnati. L’unico a non credere a questa maschera era Silente, che ricordava fin troppo bene il loro primo incontro. Deciso a scoprire di più sulle sue origini, Riddle cercó il nome di suo padre nella stanza dei trofei, nei registri dei prefetti di Hogwarts e in tutti i libri di storia della magia; dovette alla fine arrendersi all’evidenza che nessun Riddle avesse mai varcato la soglia della scuola, e dedusse quindi che fosse un babbano. Dal nome Marvolo riuscì invece a risalire alla famiglia Gaunt e a scoprire quindi il suo nobile lignaggio: fu in quel periodo che ripudiò il suo nome di nascita e si creò lo pseudonimo che lo renderà tristemente famoso.
Intorno al fascino e talento di Voldemort cominció a raccogliersi un gruppo sempre più folto di Serpeverde che Riddle chiamava pubblicamente “amici”, ma per i quali in realtà non provava alcun affetto né empatia, considerandoli quasi dei servitori: quasi tutti divennero i primi Mangiamorte.

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/ 15 Curiosità sul film cult “Beetlejuice” (1988)

1. In origine il film era un Horror dove il bio-esorcista era un vero e proprio demone, somigliante ad un rettile alato, che cercava di uccidere gli inquilini della casa e non spaventarli.

2. Betelgeuse è il vero nome del protagonista ma si è scelto di intitolare il film “Beetlejuice” perché più comprensibile per il pubblico, divertente e meglio commercializzabile.

3. Tim Burton voleva il cantante Sammy Davis Jr. come protagonista ma la produzione si oppose. A quel punto venne ingaggiato il poco conosciuto Michael Keaton che poi Burton portò con sé in “Batman” l’anno seguente.

4. Keaton si ispirò per il suo personaggio al folle Chop Top Sawyer di “Non aprite quella porta 2”

5. Keaton è presente in soli 17 minuti del film e ha girato le sue parti in due settimane.

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/ 15 Curiosità su “Stranger Things”

1. Per i ruoli dei protagonisti maschili sono stati provinati più di 900 ragazzini mentre solamente per quello di “Undici” più di 300.

2. I giovani protagonisti hanno dovuto fare una full immersion di film anni 80 per entrare meglio nel mood della serie.

3. Millie non voleva rasarsi i capelli per il suo ruolo nella prima stagione. Per convincerla le hanno fatto vedere quanto stava bene Charlize Theron in “Mad Max – Fury Road”.

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2° parte: “Voldemort, le origini – l’orfanotrofio, 1937.”

Nello scorso approfondimento abbiamo conosciuto Meorpe Gaunt, che muore in un orfanotrofio babbano poco dopo aver dato alla luce Tom Marvolo Riddle, chiamato così in onore del padre e del nonno. Tom cresce tra quelle mura senza sapere niente sui suoi genitori o sulla sua famiglia magica, senza sapere di essere un mago. Fino al giorno in cui Albus Silente si reca da lui per proporgli di entrare ad Hogwarts, in una scena che, sebbene velocemente, è riportata anche nel film “il principe mezzosangue”.
C’è un motivo per cui voglio dedicare un approfondimento a questo momento specifico: durante la conversazione tra i due, avvenuta in realtà in pochi minuti, ci sono moltissimi indizi sulla persona che Tom, a soli 11 anni, mostra di essere.

«Non le credo» ribatté Riddle. «Vuole farmi visitare, vero? Dica la verità!»
Pronunciò le ultime tre parole con forza impressionante: era un ordine, e sembrava che l’avesse impartito molte volte. I suoi occhi si erano dilatati e lui scrutava truce Silente, che non rispose e continuò a sorridere affabile. Dopo qualche istante Riddle smise di guardarlo, eppure era, se possibile, ancora più sospettoso. […]
«Io non sono pazzo!»
«Lo so che non sei pazzo. Hogwarts non è una scuola per pazzi. È una scuola di magia».
«Magia?» ripeté in un sussurro.
«Esatto» confermò Silente.
«È… è magia, quella che so fare?»
«Che cos’è che sai fare?»
«Di tutto» esalò Riddle. Un rossore eccitato gli salì dal collo alle guance incavate; sembrava febbricitante. «Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. So ferirli, se voglio».

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