/ 15 Curiosità divertenti su “Ti presento i miei” (2000)

1. Il film è un remake di un lungometraggio indipendente girato nel 1992 e diretto da Greg Glienna. Il regista era anche l’attore protagonista dell’omonima pellicola.

2. L’Universal comprò i diritti per un remake volendo Steven Spielberg alla regia e Jim Carrey come protagonista. Alla fine, dopo che i due si tirarono fuori dal progetto, dietro la macchina da presa arrivò Jay Roach, famoso per i primi due Austin Powers, e Ben Stiller nel ruolo principale. Jim Carrey però lasciò un segno nel film, il cognome “Fotter” lo inventò lui.

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/ 10 Curiosità su “Heat-La sfida” (1995)

1. Heat è parzialmente ispirato alla vera figura del poliziotto di Chicago Chuck Adamson e al criminale Neil McCauley, il cui nome è stato utilizzato per il personaggio interpretato da Robert De Niro.

2. De Niro e Pacino recitano per la prima volta insieme.
Infatti i due sono presenti entrambi ne “Il Padrino – Parte II” ma li non condividevano mai una scena.

3. La scritta sul lato del camion nella scena iniziale del film, “RAJA”, ha un legame personale con il regista Michael Mann, infatti ogni lettera è una iniziale dei nomi delle sue quattro figlie.
Una di loro, Ami, ha lavorato nel film come regista della seconda unità.

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/ 12 Curiosità su “IL CACCIATORE” (1978)

1- De Niro, per prepararsi al ruolo di Michael, volle conoscere gli operai di un’acciaieria. Michael Cimino lo presentò come suo agente, Harry Ufland, e nessuno lo riconobbe.

2- Gli schiaffi da parte dei vietcong nella scena della prima roulette russa erano reali.

3- Robert De Niro e John Savage non furono sostituiti da stuntman per la scena della caduta nel fiume: dovettero ripeterla per quindici volte in due giorni.

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La (triste) storia di Robert De Niro Senior… raccontata da suo figlio.

“Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità, e come poteva essere altrimenti?
Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York.
Io non mi ero accorto che fosse gay.
E adesso vorrei che avessimo parlato di più della sua omosessualità.
Ma mia madre non voleva parlare di nulla in generale e quando hai una certa età queste cose non ti interessano”.

“Con papà non eravamo vicini.
Non avevamo quel rapporto padre-figlio, di quelli che si va a giocare a baseball assieme, ma c’era sicuramente un legame.
Non fu però un padre cattivo, o un padre assente. Mi adorava. Come io con i miei sei figli”.

“Era orgoglioso di me, ma in un certo senso non era semplice per lui… era molto rispettato dai suoi coetanei, ma non aveva avuto il riconoscimento mondiale che si attendeva.
Il nostro nome era lo stesso, ma non era stato lui a farlo conoscere”.

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