1. Per prepararsi a girare il film, Oliver Stone impose quattordici giorni di addestramento militare agli attori. Sheen affermò che in quei giorni scavarono continuamente buche, con gli stessi vestiti e senza poter fare neanche una doccia. Non poterono neanche contattare i loro affetti più cari.
2. Nel 1971 Stone aveva già scritto una bozza della sceneggiatura (intitolata BREAK) e l’aveva inviata a Jim Morrison, sperando che volesse interpretare il protagonista. Morrison non rispose mai a Stone ma quando venne ritrovato il suo corpo senza vita a Parigi, la sceneggiatura era lì fra le sue cose e venne poi rispedita ad Oliver. Nel 1991 Stone giró proprio il film su Morrison e i Doors.
3. Charlie Sheen rischiò di morire in una scena sull’elicottero con i portelloni aperti. Infatti il pilota viró troppo velocemente e Sheen venne preso al volo da Keith David (il Soldato King) prima di cadere nel vuoto.
1. Prima di Dustin Hoffman la parte di Uncino fu offerta a David Bowie che però declinò.
2. Anche se il film ebbe un ottimo successo al botteghino, fu recensito negativamente dalla critica e anche Spielberg stesso disse che avrebbe rigirato tutta la seconda parte e che non lo ama particolarmente.
3. Nei panni della giovane Wendy troviamo in uno dei primissimi ruoli Gwyneth Paltrow.
Steven Spielberg mentre si trovava in Polonia per le riprese di “Schindler’s List” doveva anche seguire il proseguio della lavorazione di “Jurassic Park” e quasi tutti i giorni doveva approvare tutto quello che gli veniva inviato, dal montaggio delle scene agli effetti visivi dei dinosauri. Per lui era difficilissimo staccare dal peso emotivo delle riprese del film sulla Shoah e lo stress lo stava logorando… e li gli venne incontro un amico inaspettato che lo chiamava spesso al telefono.
1. Il ruolo di Verbal Kint venne scritto appositamente per Kevin Spacey che in realtà avrebbe preferito quello di Keaton, interpretato da Gabriel Byrne. Ovviamente Spacey non sapeva ancora dell’evoluzione del suo personaggio…
2. Durante la scena del riconoscimento gli attori dovevano solo leggere il proprio nome ma Benicio del Toro soffriva di meteorismo e rese l’aria irrespirabile con le sue scoregge e per questo non riuscirono a trattenere le risate e Bryan Singer decise di tenere la scena così nel girato finale.
1. La serie è stata realizzata due anni dopo l’uscita nel 1981 del manga dal titolo “Capitan Tsubasa” di Yoichi Takahashi. Tsubasa Ozora è il vero nome del protagonista.
2. L’autore si è appassionato al calcio dopo i Mondiali del 1978 in Argentina e per questo si è ispirato a qualche calciatore reale. Su tutti Julian Ross è stato modellato sulla stella olandese Johan Cruijff che però all’ultimo non partecipò alla manifestazione.
3. Il cosiddetto “campo in salita” venne in realtà realizzato così per far sì che i disegnatori non dovessero disegnare ogni volta tutti i giocatori in campo contemporaneamente.
1. Il film è liberamente ispirato al romanzo “Il Cacciatore di Androidi” (Do Androids Dream of Electric Sheep?) Di Philip K. Dick.
2. Il film non venne subito compreso e incassò davvero poco soprattutto negli Stati Uniti, mentre in Europa ebbe più successo e divenne più velocemente un film di culto e tutt’ora considerato uno dei capisaldi della fantascienza cinematografica.
3. Dustin Hoffman venne contattato per la parte di Rick Deckard ma abbandonò il progetto dopo qualche mese, secondo Scott più per soldi che per altro.
1. John Belushi improvvisò tantissimo sul set, soprattutto nella sequenza della mensa. Infatti Landis lasciò che un operatore seguisse esclusivamente Belushi e così lui iniziò a riempire il vassoio con ogni tipo di cibo senza che fosse in copione. Improvvisò anche la scena: “Sono un lancia-cibo!”.
2. Il film venne girato nell’università di Eugene in Oregon. Nel 1967 lo stesso campus doveva ospitare le scene del film “Il laureato” ma il preside rifiutò. Quando si accorse di aver perso una bella opportunità, disse che in futuro avrebbe accettato qualsiasi offerta. Così acconsentì per le riprese senza leggere il copione… ma a fine film non volle che il nome dell’università venisse inserito nei titoli di coda.
Con il termine “Sindrome di Chuck Cunningham” si intende quando un personaggio di una serie televisiva sparisce all’improvviso, senza nessun tipo di spiegazione e senza che gli altri personaggi della serie ne parlino più.
1. Danny DeVito che doppiava Filottete chiese alla produzione di contattare Jack Nicholson per la parte di Ade. Nicholson che non era intenzionato a farlo, chiese 10 milioni di dollari più la percentuale sugli incassi e ovviamente la Disney declinò, offrendo un massimo di 500.000 dollari. Alla fine dopo vari provini venne preso James Woods che diede un taglio personale ad ogni battuta rendendole più veloci e taglienti.
2. Filottete venne specificatamente creato sulle fattezze di Danny DeVito, quindi non c’era altra scelta per la sua voce. In italia la voce era di Giancarlo Magalli.
3. La Disney si complimentò per il doppiaggio italiano definendolo il migliore fra i paesi in cui il film era stato doppiato.