Io sono un lettore della serie a fumetti creata dal cantante dei “My Chemical Romance” Gerard Way ed ero rimasto davvero impressionato da quello che si era riuscito a creare nelle prime due stagioni della trasposizione Netflix. Ho sempre pensato che la serie tv fosse anche migliore globalmente dei fumetti perché era riuscita ad ampliare le caratteristiche di ogni personaggio donando spessore ad ognuno di loro. Ma poi è arrivata questa terza stagione che mi ha lasciato un po’ così…
Los Angeles, 15 Gennaio 2008. Al 911 arriva la telefonata di una ragazza che afferma che il suo fidanzato non da segni di vita. Quando i soccorsi arrivano sul posto non possono che constatare la morte del giovane. Più tardi le analisi diranno che la causa del decesso è stata overdose da eroina e morfina. Quel ragazzo era Brad Renfro!
1. La serie è tratta dal romanzo “Il racconto dell’ancella” del 1985. Già ai tempi ne fu tratta un’opera teatrale, un balletto, un audio romanzo letto alla radio e nel 1990 un film con Natasha Richardson e Faye Dunaway.
2. L’autrice del romanzo Margaret Atwood ha preso spunto da “1984” di George Orwell, per poi inserire alcuni momenti cruciali avvenuti nel mondo, come l’oppressione verso le donne, deterioramento dei diritti umani e delle libertà sociali.
1. Il film è tratto dal libro illustrato per bambini omonimo di Chris Van Allsburg e uscito nel 1981.
2. Nel 2005 è uscito “ZATHURA – Un’avventura Spaziale”, sempre tratto da un libro di Van Allsburg. Nel libro i riferimenti a JUMANJI sono tantissimi, mentre nel film non ci sono ma è stato ampiamente spiegato che sono ambientati nello stesso universo narrativo.
Harry James Potter nasce il 31 luglio 1980 a Godric’s Hollow, 11 anni dopo l’ascesa di Voldemort. I suoi genitori, poco più che ventenni, si sono innamorati e sposati in un periodo buio in cui nessuno si fida di nessuno e il Marchio Nero compare sempre più spesso. Cresce amato da James e Lily e viziato dal padrino Sirius (che gli regala la sua prima scopa-giocattolo), circondato a sua insaputa dalle continue battaglie che l’Ordine della Fenice affronta ogni giorno contro i Mangiamorte.
Non tutti sanno che il padre di Woody Harrelson, Charles, divenne un Killer professionista dopo aver contratto dei debiti di gioco con della malavita. Nel 1970 fu processato per l’assassinio di un certo Alan Grant, avvenuto nel 1968, ma fu assolto.
Nel 1973 però arrivó la sua prima condanna a 15 anni di reclusione, per l’omicidio del commerciante e padre di quattro figli Sam Degelia, avvenuto sempre nel 1968.
Così si potrebbe riassumere questa splendida miniserie True Crime di 8 puntate uscita su Sky, con un cast clamoroso (Colin Firth, Toni Collette, Juliette Binoche, Michael Stuhlbarg…) che racconta la vera storia accaduta nel 2001, quando lo scrittore Michael Peterson chiamò il 911 perchè aveva appena trovato sua moglie Kathleen insanguinata in fondo alle loro scale, prima di esalare l’ultimo respiro.
1. Per prepararsi a girare il film, Oliver Stone impose quattordici giorni di addestramento militare agli attori. Sheen affermò che in quei giorni scavarono continuamente buche, con gli stessi vestiti e senza poter fare neanche una doccia. Non poterono neanche contattare i loro affetti più cari.
2. Nel 1971 Stone aveva già scritto una bozza della sceneggiatura (intitolata BREAK) e l’aveva inviata a Jim Morrison, sperando che volesse interpretare il protagonista. Morrison non rispose mai a Stone ma quando venne ritrovato il suo corpo senza vita a Parigi, la sceneggiatura era lì fra le sue cose e venne poi rispedita ad Oliver. Nel 1991 Stone giró proprio il film su Morrison e i Doors.
3. Charlie Sheen rischiò di morire in una scena sull’elicottero con i portelloni aperti. Infatti il pilota viró troppo velocemente e Sheen venne preso al volo da Keith David (il Soldato King) prima di cadere nel vuoto.
1. Prima di Dustin Hoffman la parte di Uncino fu offerta a David Bowie che però declinò.
2. Anche se il film ebbe un ottimo successo al botteghino, fu recensito negativamente dalla critica e anche Spielberg stesso disse che avrebbe rigirato tutta la seconda parte e che non lo ama particolarmente.
3. Nei panni della giovane Wendy troviamo in uno dei primissimi ruoli Gwyneth Paltrow.
Steven Spielberg mentre si trovava in Polonia per le riprese di “Schindler’s List” doveva anche seguire il proseguio della lavorazione di “Jurassic Park” e quasi tutti i giorni doveva approvare tutto quello che gli veniva inviato, dal montaggio delle scene agli effetti visivi dei dinosauri. Per lui era difficilissimo staccare dal peso emotivo delle riprese del film sulla Shoah e lo stress lo stava logorando… e li gli venne incontro un amico inaspettato che lo chiamava spesso al telefono.