Il 23 Luglio 1982 sul set del film a episodi “Ai Confini della realtà” ci fu un terribile e tragico incidente. Durante una scena con delle esplosioni il pilota dell’elicottero perse il controllo e finì per uccidere l’attore protagonista Vic Morrow e due attori bambini. Morrow e il piccolo di sette anni furono decapitati dalle pale, mentre la bimba di sei anni riportò delle ferite mortali.
1. Il creatore della serie nel 2003 aveva proposto il soggetto alla FOX per realizzarne una miniserie. La FOX rifiutò ma poi l’anno seguente diede il via libera per una prima stagione dopo il successo di LOST e 24.
2. La prima stagione doveva avere solo 13 episodi ma il boom di ascolti li fece diventare 22!
3. L’idea nacque dalla vera storia di uomo che si fece arrestare e incarcerare per far evadere il fratello nel 1960.
1. L’autore del libro da cui è tratto il film, Dennis Lehane, quando era bambino stava giocando per strada e uno sconosciuto gli si avvicinò per riaccompagnarlo a casa, fingendosi un poliziotto in borghese. Per sua fortuna arrivò sua madre prima che potesse salire sull’auto. Da questo fatto angosciante prese spunto per la trama…
2. Eastwood si oppose categoricamente con la produzione che voleva girare il film in Canada per abbassare i costi. Alla fine riuscì a realizzare le riprese a Boston dove si svolgevano i fatti nel romanzo.
3. Laura Linney pur di far parte del film girò contemporaneamente questo e “Love Actually”.
“Avevo 24 anni e il giorno dopo sarebbe stato il mio compleanno. Chiesi alla produzione di “Minority Report” un giorno di permesso, che non mi venne concesso”.
“La sera andai comunque a festeggiare e mi sbronzai completamente e il giorno dopo dovetti ripetere una sola scena per 56 volte! La battuta era: “Sono sicuro che tu abbia colto il fondamentale paradosso della tecnologia pre-crimine’. Ma non riuscivo a dirla. Tom Cruise voleva uccidermi”
È il 21 Gennaio 1959, a Los Angeles viene portato d’urgenza in ospedale un ragazzo di soli 31 anni, con un’emorragia interna dovuta ad un colpo d’arma da fuoco. Quel ragazzo morirà appena arrivato al pronto soccorso. Lui era Carl Switzer, per tutti Alfalfa delle “Simpatiche Canaglie”.
1. L’American Beauty è un tipo di rosa molto famosa e comune in America. La parte floreale è molto bella ma le sue radici marciscono in fretta… per questo la scelta è perfetta per la trama del film.
2. La pancia nella copertina del film è della modella Chloe Hunter e la mano dell’attrice Christina Hendricks.
3. Lo sceneggiatore ebbe l’idea di fare lo script di un film (e non di una pièce teatrale) dopo aver osservato per 10 minuti un sacchetto volteggiare in aria. Scena poi vista anche nel film.
In tanti si ricordano di “Otto sotto un tetto”(1989-1998) e del suo essere una sitcom divertente e leggera nei contenuti. Magari però tutti non sanno di una storia molto triste che colpì un personaggio del cast… Michelle Thomas.😢💔
1. Giancaldo, il paesino in cui è ambientato il film, non esiste. Tornatore ha preso in prestito il nome dal monte che sovrasta il suo paesino natìo, Bagheria. La location principale delle riprese fu Palazzo Adriano.
2. La scena dell’addio di Totò che lascia il borgo natìo per andare a Roma è ispirata al Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel passo in cui dice che i siciliani dovrebbero andare tutti via dall’isola prima di compiere 16 anni, perchè dopo quell’età tutti i difetti dei siciliani si sono già formati e la “crosta” sedimentata.
3. Per realizzare la scena più famosa della sua pellicola, quella in cui nella sala vuota del cinema viene proiettato il montaggio dei baci censurati da don Adelfio, Tornatore avrebbe voluto inserire il bacio tra Orson Welles e Rita Hayworth in “La Signora di Shanghai”, ma il costo era esorbitante: 700.000 dollari per un estratto di 2 secondi.
1. Cillian Murphy ha fumato migliaia di sigarette a stagione ma ovviamente erano finte e realizzate con delle erbe.
2. Il responsabile del trucco e parrucco ha visionato centinaia di foto di uomini dell’epoca e sopratutto di quella zona dell’Inghilterra per creare il giusto look. Murphy ha sempre detto di odiare quel taglio di capelli.
3. Il creatore della serie Steve Knight è cresciuto per davvero a Birmingham e ha inserito nella trama tutti i racconti dei suoi genitori, nonni, parenti e vicini, sui veri Peaky Blinders e su quello che succedeva ai tempi in città.