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  • / 12 Curiosità sulla sitcom “2 Broke Girls”

    1. Quando Michael Patrick King e Whitney Cummings presentarono la loro idea per la serie, ci fu una vera e propria “guerra” fra i network statunitensi per accaparrarsi i diritti di trasmissione. Alla fine la spuntò la CBS.

    2. L’episodio pilota venne trasmesso negli Stati Uniti subito dopo “Due uomini e mezzo” ed ebbe più di 19 milioni di spettatori, facendolo diventare uno degli esordi migliori in assoluto per una sitcom.

    3. La sitcom è stata nominata ben 9 volte agli Emmy Award e ne ha vinto uno per la direzione artistica.

    4. Kat Dennings è stata la prima ad essere ingaggiata. Uno dei co-creatori della serie aveva pensato a lei per il ruolo di Max Black dopo aver già lavorato insieme anni prima in un episodio di “Sex and the City”.

    5. Beth Behrs invece ha dovuto fare sette provini prima di essere scelta come Caroline. Per la Behrs è stato il primo ruolo da protagonista.

    6. Kat Dennings è andata a lezione di pasticceria per imparare a realizzare da sola i cupcake e così risultare naturale sul set.

    7. Cher doveva interpretare la madre di Max, tanto citata ma mai vista in volto. Alla fine però non si trovò un accordo per la collaborazione.

    8. La Dennings ha affermato di essere nella realtà l’esatto opposto del suo personaggio e per questo ha amato molto interpretare Max.

    9. I titoli di ogni episodio iniziano con “And” (da noi la “E” è preceduta da tre punti di sospensione).

    10. Il look di Caroline è ispirato a Carolyn Bessette. Moglie di John Fitzgerald Kennedy Jr. e scomparsa con lui nell’incidente aereo del 1999.

    11. La serie è stata chiusa dopo la sesta stagione per gli scarsi ascolti ma sembra anche per le polemiche che hanno travolto gli autori, rei di aver basato sempre di più la sitcom su battute a sfondo sessuale e razziale.

    12. I personaggi di Oleg Golishevsky e Sophie Kaczynski, interpretati da due attori americani ma con un forte accento est europeo sono stati i più criticati e ritenuti degli stereotipi ridicoli, accusando così ancora gli autori di razzismo.

  • / 20 struggenti curiosità su “Requiem for a dream” (2000)

    1. Il film è tratto dal romanzo omonimo del 1978 di Hubert Selby Jr. Selby ha poi collaborato con Aronofsky per la sceneggiatura.

    2. Un mese prima delle riprese il regista Darren Aronofsky impose ai protagonisti Jared Leto e Marlon Wayans di privarsi completamente di zuccheri e di non fare sesso.
    Così da capire meglio le conseguenze fisiche e psichiche di un’astinenza.

    3. La scena ripresa dall’alto di Jennifer Connelly nella vasca da bagno è una replica esatta di una sequenza del film d’animazione giapponese “Perfect Blue” (1997).
    Il regista acquistò i diritti per un remake della pellicola al solo scopo di poter replicare quella scena.

    4. Nel film ci sono ben 2.000 stacchi nel montaggio.

    5. Durante il monologo in cui Ellen Burstyn descrive cosa si prova invecchiando, il direttore della fotografia Matthew Libatique lasciò scivolare la macchina da presa, perdendo per un attimo l’inquadratura.
    Aronofsky chiamò il cut e chiese immediatamente spiegazioni.
    Si accorse che Libatique si era realmente commosso, appannando l’obiettivo della cinepresa.
    La sequenza girata è rimasta nel film.

    6. Ellen Burstyn venne candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista ma alla fine la statuetta la vinse Julia Roberts per “Erin Brockovich”.

    7. Durante la consegna di una partita di droga ai protagonisti, si vede un uomo che mangia un’arancia.
    È un omaggio a “Il Padrino” (1972) dove le arance erano presagio di sventure.

    8. Hubert Selby Jr., appare in un cameo nei panni di uno dei secondini che curano Tyrone. Anche Darren Aronofsky compare in veste di uno degli ospiti di Big Tim.

    9. Aronofsky voleva, per il ruolo del protagonista, l’attore Giovanni Ribisi, perché assomigliava fisicamente al personaggio descritto nel romanzo.

    10. Le scene dello show televisivo di Tappy Tibbons  furono girate in un solo giorno, e l’attore Christopher McDonald improvvisò gran parte delle battute. Alla fine delle riprese, le comparse che erano state il suo “pubblico” gli tributarono una standing ovation.

    11. Jared Leto perse circa 12 chili per il ruolo.

    12. La scena della conversazione telefonica tra Harry e Marion venne girata simultaneamente in stanze adiacenti con una connessione telefonica dal vivo, in modo da catturare le diverse reazioni in tempo reale.

    13. Quando Ellen Burstyn lesse per la prima volta lo script offertole dal regista, lo trovò terribile e rifiutò la parte. Fu solo la visione del precedente film di Aronofsky “Pi greco – Il teorema del delirio” a farle cambiare idea.

    14. La Burstyn ha passato quattro ore in sala trucco ogni mattina circondata da protesi di ogni tipo, indossando 4 diversi colli finti (sia grassi che emaciati) due differenti strati di grasso (uno da 18 chili e uno da 9) e nove diverse parrucche.

    15. Inizialmente Aronofsky voleva che i tre giovani protagonisti avessero solamente fra i 14 e i 16 anni. Questo secondo lui avrebbe reso il film ancora più devastante ma la produzione si oppose, dicendo che il film così non sarebbe mai uscito nelle sale.

    16. La parola eroina non viene mai pronunciata.

    17. Per immedesimarsi nel personaggio di Marion, che è una stilista, Jennifer Connelly iniziò a confezionarsi da sé i propri abiti, e finì col diventare costumista del proprio guardaroba scenico. Il padre di Marion lavora nell’industria tessile, e così pure il padre della Connelly.

    18. L’allucinazione in cui Harry cade venne ottenuta collocando la telecamera all’estremità della corda di un bungee-jumping e facendo una prova per assicurarsi che si sarebbe fermata a pochi centimetri dal suolo.

    19. Neve Campbell fu la prima scelta per il ruolo di Marion Silver, ma rifiutò quando scoprì che includeva nudità.

    20. In una delle allucinazioni di Sara, uno degli assistenti dello studio televisivo immaginario passa a Ellen Burstyn una scheda col simbolo del pi greco sul retro. Richiamo al debutto da regista di Aronofsky.

  • / 15 divertenti curiosità su “Una pallottola spuntata” (1988)

    1. Nel 1982 i fratelli Zucker e Jim Abrahams avevano creato la serie “Police Squad!” con Leslie Nielsen nei panni di Frank Drebin. La serie venne chiusa dopo solo sei puntate. In seguito si decise di fare un film con lo stesso personaggio e riutilizzando diverse gag viste nelle sei puntate.

    2. Visto il successo del film, la serie “Police Squad!” venne poi trasmessa anche in Italia con il titolo “Quelli della pallottola spuntata”

    3. Il film fu un successo al botteghino incassando 140 milioni di dollari, per questo vennero realizzati anche due sequel. “Una pallottola spuntata 2 e mezzo” arrivò a ben 192 milioni di dollari e “Una pallottola spuntata 33 e un terzo” che arrivò a “soli” 130 milioni.

    4. “The Naked Gun” è il titolo originale e secondo il regista David Zucker è stato scelto perché il film: “prometteva molto di più di quanto potesse offrire”.

    5. Il lungometraggio è stato inserito nella lista dei 1001 film da vedere prima di morire.

    6. Ricardo Montalbán venne scelto per il ruolo del cattivo Vincent Ludwig dopo la visione di “Star Trek II – L’ira di Khan”. Secondo i creatori del film il suo Khan era uno dei migliori villain di sempre.

    7. In principio il ruolo di Jane doveva essere di Bo Derek ma solo all’ultimo venne ingaggiata Priscilla Presley (moglie di Elvis).

    8. Il giocatore di Baseball che sotto controllo mentale vuole uccidere la regina Elisabetta II è il vero atleta professionista Reggie Jackson.

    9. Ludwig a fine film muore spiaccicato da uno schiacciasassi. Nel 1988 altri due film usciti nello stesso periodo avevano un personaggio che faceva la medesima fine (senza però morire), “Chi ha incastrato Roger Rabbit” e “Un pesce di nome Wanda”.

    10. La gag quando Frank Drebin viene colpito alla testa da una mazza da baseball mentre è sotto copertura come arbitro della Major League è stata suggerita da Mel Brooks!

    11. La segretaria di Ludwig è la madre dei fratelli Zucker!

    12. Il famoso critico cinematografico Roger Ebert grazie anche a questo film e ai suoi seguiti ha definito Leslie Nielsen come “il Laurence Olivier delle parodie”.

    13. Susan Beaubian, che nel film interpretava la moglie di Nordberg (O.J Simpson), nel 2016 ha interpretato la giurata Armanda Cooley, la presidente della giuria popolare nella serie tv antologica criminale “American Crime Story”, nella stagione “The People v. O.J Simpson”, basata proprio sul vero processo a O.J, accusato di duplice omicidio.

    14. L’inizio dei titoli di coda e’ regolare ma poi degenera in battute di ogni genere…

    15. Seth MacFarlane (creatore dei Griffin) sta lavorando da anni ad un possibile reboot con Liam Neeson nei panni di Frank Drebin.

  • / 15 Curiosità sulla serie Tv “Supercar”

    1. Nel primo episodio il poliziotto Michael Arthur Long, interpretato da Larry Anderson, in fin di vita viene salvato dalle industrie Knight e grazie ad una plastica facciale e ad un duro allenamento diventa Michael Knight, interpretato da David Hasselhoff.

    2. KITT sta per “Knight Industries Two Thousand” e l’auto è una Pontiac Firebird Trans Am.

    3. Tutte le auto KITT usate nelle serie sono state demolite, per un accordo che la Universal aveva preso con la Pontiac. Ne sono state poi realizzate delle copie e due vendute a David Hasselhoff.

    4. David Hasselhoff e William Daniels (la voce di KITT) non si sono incontrati fino alla festa di Natale della produzione, sei mesi dopo l’inizio delle riprese della prima stagione. Fino a quel momento, Hasselhoff non aveva mai visto la “faccia” dietro la voce della macchina.

    5. Ebbero un grande successo le puntate in cui David Hasselhoff interpretava anche il cattivo Garth Knight e la produzione voleva continuare su questa storia ma Hasselhoff si impose dicendo che per lui era troppo faticoso fare il doppio ruolo e due puntate erano sufficienti.

    6. Patricia McPherson (Bonnie) venne sostituita nella seconda stagione con Rebecca Holden (April) perché la produzione voleva un personaggio più sexy. Hasselhoff però non fu contento della sostituzione e così dalla terza stagione torna Bonnie e di April non si sa più nulla.

    7. La Pontiac in seguito creò un Kit per chi voleva mettere lo scanner dell’auto della serie nel proprio cruscotto.

    8. Il “modulatore vocale”, con tre linee rosse spezzate in celle che andavano su e giù mentre parlava KITT, fu introdotto a metà della prima stagione e rimase fino alla fine. In principio c’era una luce rossa quadrata nel cruscotto che si illuminava quando parlava.

    9. Le miniature di KITT, utilizzate dalla seconda stagione nelle scene più spericolate, sono state realizzate in scala 1:8, modificate dal kit Monogram esistente in commercio della Camaro Z-28 del 1982 sulla stessa scala.

    10. Nella seconda stagione c’è un doppio episodio dove il protagonista è David Dalton e non Michael Knight. Questo era il lancio della serie spin-off “Code of Vengeance” che però dopo sei episodi venne chiusa.

    11. La serie si chiuse senza un vero finale dopo la quarta stagione, visto il repentino calo degli ascolti.

    12. La sigla di Supercar è forse una fra le più iconiche degli anni ’80. I suoi autori, Glen Larson e Stu Phillips, sono noti per aver composto anche main theme di altri telefilm, fra cui “Battlestar Galactica” e “Automan”.

    13. Per realizzare le scene in cui KITT si pilota da sola, si utilizzava un veicolo con guida a destra, con un pilota nascosto sul sedile del passeggero.

    14. “Supercar 2000 – Indagine ad alta velocità” (1991) è un film per la Tv che doveva far nascere una nuova serie con David Hasselhoff ma che alla fine non venne mai prodotta. “Team Knight Rider” fu invece una serie di ventidue episodi che nacque nel 1997 basandosi sulle idee della serie “Supercar” e che in Italia non venne mai trasmessa.

    15. Nel 2008 il film Tv “Knight Rider” ebbe buon successo tanto da diventare l’episodio pilota di una nuova serie reboot, con Val Kilmer come voce di KITT. Hasselhoff tornò nei panni di Knight anche se non era il protagonista. La serie però durò solo una stagione.

  • / 10 Curiosità su “Midnight in Paris” (2011)

    1. Con 151 milioni di dollari di incasso, questo film è il maggior successo commerciale di Woody Allen. Mai una sua opera aveva superato i 100 milioni di dollari.

    2. Michael Sheen e Rachel McAdams durante le riprese sono diventati una coppia. I due sono stati insieme per due anni.

    3. Il film fu candidato a quattro Oscar e vinse per la sceneggiatura originale. Allen come sempre però non partecipò alla cerimonia e non ritirò il premio personalmente. L’unica volta in cui Woody presenziò alla serata fu nel 2002, quando si commemorarono le vittime dell’undici settembre 2001.

    4. Nel film ci sarebbe dovuta essere anche l’attrice Audrey Fleurot. Il primo giorno di riprese Audrey ha tentato in tutti i modi di salutare e stringere la mano al regista. Ad Allen non piacque per niente questo modo di approcciarsi, troppo diretto per i suoi gusti, e anche per questo ha tagliato praticamente tutte le scene in cui c’era l’attrice.

    Audrey Fleurot

    5. Tom Hiddleston ha raccontato di aver ricevuto una lettera di tre righe da Woody Allen insieme a quindici pagine della sceneggiatura in cui il regista gli annunciava che avrebbe interpretato Francis Scott Fitzgerald. Hiddleston ha incorniciato la lettera e la espone come una reliquia nel suo studio di casa. Tom però conosceva solo la storia del suo personaggio e poco altro e non capiva perché Owen Wilson sul set fosse vestito con abiti moderni. Gli venne spiegato solo in seguito del viaggio nel tempo del protagonista.

    6. In una scena Ernest Hemingway e Gil  visitano Gertrude Stein che sta discutendo con Pablo Picasso. Sul muro (a sinistra nella foto) si vede un ritratto proprio della scrittrice e poetessa statunitense. Si tratta del dipinto di Picasso realizzato nel 1906.

    7. Nel 2006 Allen aveva tentato già di girare il film ma pensò fosse troppo costoso. Il protagonista scelto all’epoca era David Krumholtz. 

    David Krumholtz

    8. Nel film possiamo trovare, nel piccolo ruolo di una guida, Carla Bruni.

    9. In una scena Gil e i Fitzgerald visitano il “Chez Bricktop”, lo storico nightclub della cantante e ballerina americana Ada Bricktop Smith, aperto dal 1924 al 1961. Proprio l’artista aveva fatto un cameo nel film “Zelig” (1983) di Woody Allen.

    10. Allen non cercava per forza attori identici ai personaggi del passato che avrebbero rappresentano nel film ma di Adrien Brody disse che poteva essere solo lui Salvador Dalì da giovane.

  • / 15 Curiosità iconiche su “Quei bravi ragazzi” (1990)

    1. Il film si basa sul libro “Il delitto paga bene (Wiseguy)” di Nicholas Pileggi, a sua volta basato sulla vita del pentito Henry Hill. Si decise di intitolare il film “Goodfellas” perché l’originale “Wiseguy” era già il titolo di una serie Tv.

    2. Pileggi e Scorsese scrissero poi insieme la sceneggiatura del film. In seguito la collaborazione fra i due continuò con “Casinò” (1995).

    3. Joe Pesci anni prima lavorava in un ristorante nel Bronx e disse ad un noto malavitoso locale che lo trovava “buffo”. Il mafioso iniziò a fare l’offeso mettendo Pesci in grossa difficoltà e spaventandolo a morte. Pesci chiese a Scorsese di poter inserire una cosa simile nel film e così nacque una scena indimenticabile.

    4. Le prime scelte dei produttori per i ruoli di Henry Hill e suo moglie erano Tom Cruise e Madonna. Vennero ingaggiati Ray Liotta e Lorraine Bracco.

    5. Nel film la mamma di Joe Pesci è la vera madre di Scorsese. I dialoghi di tutta la scena con lei presente sono stati improvvisati. La scena era molto più lunga ma la produzione chiese a Martin di tagliarla o accorciarla.

    6. Sul set De Niro manifestò del fastidio per la consistenza dei soldi finti. Così il capo attrezzista andò a prelevare 5.000 dollari dal suo conto e finito di girare nessuno presente sul set poté allontanarsi finché tutti i soldi non tornarono nelle sue mani.

    7. Il vero Henry Hill ha raccontato che Robert De Niro gli telefonava dalle sette alle otto volte al giorno per discutere su come avrebbe dovuto interpretare Jimmy: voleva persino sapere come teneva in mano la sigaretta mentre fumava.

    8. Il padre di Scorsese interpreta il detenuto Vinnie, presente nelle scene ambientate in carcere e accusato di mettere troppa cipolla nel sugo.

    9. Il creatore della serie “I Soprano” non ha mai nascosto il suo amore per il film di Scorsese, che lo ha ispirato nel creare la serie. Ben 28 attori presenti nel film, hanno recitato anche ne “I Soprano” con parti più o meno importanti.

    10. Sul set Michael Imperioli, interprete di Spider, si ferì ad una mano con un vetro rotto. Fu portato di corsa al pronto soccorso ma i medici in un primo momento si precipitarono a curare le ferite (finte) che aveva sul petto: “Avevo fori di proiettili nel petto e sangue ovunque. Quindi all’ospedale del Queens pensavano che stessi per morire”.

    11. Prima di De Niro per la parte di Jimmy Conway vennero contattati Al Pacino e John Malkovich.

    12. Il film venne candidato a sei Oscar. Alla fine vinse solo Joe Pesci come attore non protagonista. Gli incassi non furono eccezionali, circa 50 milioni di dollari a fronte di 25 di budget. Nel tempo però l’opera divenne un caposaldo di questo genere.

    13. Scorsese vinse il premio per la miglior regia a Venezia.

    14. La scena delle coltellate a Billy Batts da parte di Tommy DeVito (Joe Pesci) venne ridotta perché il pubblico agli Screen Test aveva abbandonato la sala per la troppa efferatezza. Le coltellate erano sette e nel montaggio finale divennero quattro.

    15. Il film “Il testimone più pazzo del mondo” pessimo titolo italiano di “My Blue Heaven” può considerarsi un sequel di “Goodfellas” perché racconta la vita del pentito Henry Hill dopo i fatti raccontati nel film di Scorsese. Nel film Hill (qui chiamato Vinnie Antonelli) è interpretato da Steve Martin. La sceneggiatura era opera di Nora Ephron moglie di Nicholas Pileggi.

  • / 15 curiosità sulla serie “Il mio amico Arnold”

    1. Inizialmente il titolo originale doveva essere “45 Minutes from Harlem”. Venne poi cambiato in “Diff’rent Strokes”, ispirato dalla frase di Muhammad Ali: “Different strokes for different folks”. Ali compare anche come Guest Star.

    2. In Italia prima che venisse trasmessa su Canale 5 e Italia 1, passò su delle reti locali con il titolo “Harlem contro Manhattan”.

    3. La serie venne creata per l’attore Conrad Bain (Philip Drummond) coprotagonista della sitcom “Maude” e Gary Coleman che aveva attirato l’attenzione dei produttori e aveva già fatto della apparizioni ne “I Jefferson” e “Good Times”. Solo in seguito vennero aggiunti alla storia la figlia di Drummond, il fratello di Arnold e la governante.

    4. Conrad Bain è stato l’unico membro del cast ad apparire in ogni episodio.

    5. Todd Bridges (Willis) dopo diversi problemi di alcol e droghe è riuscito ad uscirne ed è l’unico in vita del cast originale.

    6. Dana Plato (Kimberly) dopo essere rimasta incinta venne sempre messa ai margini della serie e poi licenziata. Già ai tempi faceva uso di sostanze stupefacenti e dopo essere finita in galera diverse volte morì a soli 34 anni per overdose. (Racconto la sua storia nel dettaglio in un articolo nel sito).

    7. La sigla è cantata da Alan Thicke, il padre nella serie “Genitori in blue jeans”.

    8. Dalla serie nacque un longevo spin-off, intitolato “L’albero delle mele” con l’ex governante dei Drummond, la signora Garrett (Charlotte Rae), che fa l’istitutrice in un dormitorio della scuola femminile Eastland, frequentata da Kimberly.

    9. Dalla terza stagione Janet Jackson interpretò Charlene Duprey, fidanzata di Willis. Abbandonò la sitcom nella sesta stagione.

    10. Dixie Carter abbandonò il ruolo di Maggie McKinney (la “nuova signora Drummond) a favore di Mary Ann Mobley dopo numerosi litigi con Gary Coleman. La Carter si è rifiutata però di raccontare ai media cosa fosse successo sul set.

    11. Jeff Harris e Bernie Kukoff sono gli amici del protagonista e prendono i loro nomi dai creatori dello show.

    12. Gary Coleman (Arnold) portò in giudizio i suoi genitori perché secondo lui avevano sperperato tutti suoi guadagni di quei tempi. Negli ultimi anni di vita lavorò come addetto alla sicurezza. Morì nel 2010 a soli 42 anni dopo aver battuto la testa cadendo, provato dalle continue dialisi giornaliere.

    13. I personaggi della serie fecero dei crossover ne “L’albero delle mele”, “Hello, Larry”, “Il mio amico Ricky”, “Storie incredibili” e nell’ultimo episodio di “Willy il principe di Bel Air”. Il signor Drummond e Arnold compaiono come possibili compratori della Villa.

    14. La cameretta di Kimberly non viene mai mostrata.

    15. Park 900 Condominiums è il nome reale dell’edificio di Park Avenue dove vive la famiglia Drummond. Viene detto che abitano al trentesimo ma in realtà i piani sono ventotto.

  • / 12 Curiosità sulla serie animata “Nadia – Il mistero della pietra azzurra”

    1. La storia è liberamente tratta dai romanzi di Jules Verne: “Due anni di vacanze”, “Ventimila leghe sotto i mari”, “Cinque settimane in pallone” e “L’isola misteriosa”.

    2. Negli anni 70 Hayao Miyazaki venne ingaggiato per realizzare il progetto. Dopo diverso tempo però si decise di non proseguire e così il maestro Miyazaki in seguito utilizzò diverse idee nel suo “Conan” e in “Laputa – Castello del cielo”.

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  • / 15 divertenti curiosità su “Non ci resta che piangere”(1984)

    1. Il titolo del film deriva da una lettera di Francesco Petrarca inviata a Barbato da Sulmona: “Non tutto in terra è stato sepolto: vive l’amor, vive il dolore; ci è negato veder il volto regale, perciò non ci resta che piangere e ricordare.”

    2. La scena in cui Benigni e Troisi scrivono la lettera a Girolamo Savonarola è un omaggio alla scena del film “Totò, Peppino e la… malafemmina”, nella quale i protagonisti scrivono una lettera sconclusionata alla fidanzata del nipote.

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  • / 10 Curiosità sulla mitica sitcom “ALF”

    1. La sitcom trasmessa dal 1986 negli Stati Uniti (in Italia dal 1988) si ispirava al film di Spielberg “E.T – l’extraterrestre” (1982).

    2. L’alieno protagonista, proveniente dal pianeta Melmac, ha 229 anni e il suo vero nome è Gordon Shumway. La famiglia lo chiama ALF, che sta per “Alien Life Form”.

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