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  • La lettera di Anthony Hopkins a Bryan Cranston nel 2013 dopo la visione di “BREAKING BAD”!

    Caro signor Cranston.
    Ho voluto scriverle questa email considerato che siamo entrambi rappresentati dalla UTA. Grande agenzia.

    Ho appena finito la maratona della visione di “Breaking Bad”, dal primo episodio della prima stagione agli ultimi otto (ho scaricato l’ultima stagione da Amazon), per un totale di due settimane di visione.

    Non ho mai visto niente di simile. Eccezionale!

    La sua performance come Walter White è stata la migliore recitazione che ho mai visto.

    So che ci sono così tanti miasmi e nauseabonde cazzate in questo ambiente, che ho davvero perso la speranza in ogni cosa, in qualche maniera.

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  • 15 Curiosità sul capolavoro: “Frankenstein Junior” (1974)

    1. Mel Brooks si divertiva talmente tanto sul set che aggiunse scene solo per allungare i giorni di riprese.

    2. Brooks scelse di girare in bianco e nero per omaggiare i film di genere degli anni 30. Utilizzò anche solo oggetti di scena dell’epoca e truccò Peter Boyle con un cerone blu e verde come si faceva per tutti i mostri dei vecchi film della Universal.

    3. Marty Feldman si spostava la gobba senza che fosse in sceneggiatura. Quando se ne accorsero trovarono l’idea geniale e così lo esortarono a continuare.

    4. Durante una pausa dalla registrazione dell’album “Toys in the Attic” gli Aerosmith andarono al cinema a vedere il film. La band si divertì tantissimo soprattutto nella scena quando (A)Igor passa il piccolo bastone a Gene Wilder dicendo “Walk this way” (in italiano “si aiuti con questo”). Tornati in studio crearono uno dei loro singoli più famosi proprio intitolato “Walk this way”.

    5. Mel Brooks non fa un cameo fisico ma solo vocale. È la voce di Victor Von Frankenstein, il lupo che ulula e il gatto che viene colpito da un freccetta.

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  • / 20 Curiosità su “I GOONIES” (1985)

    1. Sean Astin (Mikey Walsh) si portò a casa la mappa di Willy L’Orbo, ma anni dopo sua madre (Patty Duke) pensò fosse carta straccia e la buttò via.

    2. Nel film Data racconta ai genitori di una piovra gigante spaventosa. Non era una sua fantasia ma una scena che poi è stata tagliata dal montaggio finale.

    3. La nave pirata fu costruita per davvero con pezzi dell’attrazione de “I Pirati dei Caraibi” a Disneyland. I giovani protagonisti non ne sapevano niente, per mantenere il loro stupore intatto. Al primo Ciak però Josh Brolin (Brandon) imprecò vedendola e per questo dovettero rigirare la scena.

    4. John Matuszak interpretava Sloth. In carriera era stato un giocatore di Football dei Okland Raiders e nel film ha la maglietta della squadra. Morì per infarto quattro anni dopo l’uscita del film a 38 anni.

    5. Robert Davi (Jake Fratelli) ha avuto l’idea di far cantare al suo personaggio brani d’opera, perché in gioventù aveva studiato canto.

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  • / 4°Parte “Voldemort, l’ascesa al potere – 1945-1980”.

    Diplomatosi con il massimo dei voti, tutti si aspettavano da Tom Riddle (che ufficialmente indossava ancora la maschera da bravo ragazzo) una brillante carriera nel Ministero della magia; l’allora preside di Hogwarts fu infatti molto sorpreso quando, invece, chiese di rimanere nella scuola come insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Effettivamente Tom non aveva un luogo da poter chiamare “casa” al di fuori della scuola, ma la vera ragione era tutt’altro che sentimentale: Voldemort sapeva che con il suo fascino e la sua influenza di insegnante avrebbe potuto raggirare molte più giovani menti e raccogliere molti più seguaci, più Mangiamorte. Ma il preside lo ritenne troppo giovane per occupare una cattedra e gli consigliò di ripresentarsi qualche anno dopo e di approfittare di quel tempo per fare un po’ di gavetta.
    Tom però scelse un impiego che lasciò ancora più a bocca aperta: divenne commesso presso il negozio di artefatti oscuri “Magie Sinister” (o Burgins&Burke in inglese) a Notturn Halley. Era il posto migliore per poter farsi una cultura sulla magia oscura ed entrare a contatto con gli oggetti più malvagi. Il suo compito era convincere le persone a vendere al negozio i loro tesori e cimeli, ed era incredibilmente abile nel farlo. Fu così che, intorno alla fine degli anni ’50, conobbe Hepzibah Smith. L’anziana strega era una ricca collezionista di oggetti magici preziosi e, per fare colpo su di lui, gli mostrò ingenuamente i suoi due tesori più preziosi: la coppa della sua antenata Tosca Tassorosso e il medaglione di Salazar Serpeverde, acquistato diversi anni prima e pagato una fortuna. Accecato dalla smania di avere il medaglione, che sentiva suo di diritto, lanciò un potente incantesimo sulla sua elfa domestica, che avvelenò la padrona e consegnò a Tom i due cimeli: lui sfruttò l’omicidio appena compiuto per trasformare la coppa nel terzo Horcrux, lasciò il lavoro e per 10 anni non si fece più vedere.

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  • 20 Curiosità su “Il Diavolo veste Prada” (2006)

    1. Il film è tratto dal libro omonimo di Lauren Weisberger, che in carriera ha lavorato per anni per la rivista “Vogue” alle dipendenze della temibile direttrice Anna Wintour.

    2. La Weisberger fa un cameo come Tata delle gemelle di Miranda Priestly.

    3. Emily nel libro è molto amichevole e simpatica con la protagonista Andy a differenza del film dove inizialmente è molto scontrosa, diffidente e nevrotica. La parte si ispira a Plum Sykes, ora scrittrice ma prima assistente della Wintour.

    4. In principio il ruolo di Miranda fu offerto a Glenn Close che declinò perché non voleva interpretare sempre un personaggio “cattivo”.

    5. Meryl Streep accettò solo dopo che il suo cachet fu raddoppiato.

    6. Nigel nel libro ha un ruolo marginale mentre nel film è un mix fra Nigel e il collega gay di Andy, James, che nel lungometraggio non c’è.

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  • / 12 Curiosità su “Non è un paese per vecchi” (2007)

    1. I tre personaggi principali non condividono mai un momento insieme nella stessa inquadratura!

    2. Degli esperti del settore hanno studiato centinaia dei più famosi psicopatici della storia del cinema e Anton Chigurh (Javier Bardem) è risultato il più credibile e realistico.

    3. I Fratelli Coen dovettero interrompere le riprese per un giorno intero perché una nuvola nera di fumo aveva invaso il loro set. La nube si era creata grazie alle prove degli effetti pirotecnici sul set a fianco al loro… quello de “Il Petroliere”.

    4. Il montatore del film si chiama Roderick Jaynes… ma è in realtà è uno pseudonimo in cui si celano i fratelli Coen. Jaynes ha ricevuto anche due nomination agli Oscar, sia per questo film che per “Fargo”.

    5. I capelli di Chigurh sono realmente quelli di Bardem. Javier ha “ringraziato” i Coen perché con quella acconciatura non avrebbe di sicuro fatto sesso per tanto tempo.

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  • / 3°parte “Voldemort – la vita ad Hogwarts 1938-1945”

    Tom Riddle arrivò dunque ad Hogwarts, con gli abiti lisi e la sua bacchetta di tasso e piuma di fenice, e venne smistato in Serpeverde. Sin da subito si dimostrò essere uno studente modello: talentuoso, avido di sapere, eccellente in tutte le materie e docile con gli insegnati. L’unico a non credere a questa maschera era Silente, che ricordava fin troppo bene il loro primo incontro. Deciso a scoprire di più sulle sue origini, Riddle cercó il nome di suo padre nella stanza dei trofei, nei registri dei prefetti di Hogwarts e in tutti i libri di storia della magia; dovette alla fine arrendersi all’evidenza che nessun Riddle avesse mai varcato la soglia della scuola, e dedusse quindi che fosse un babbano. Dal nome Marvolo riuscì invece a risalire alla famiglia Gaunt e a scoprire quindi il suo nobile lignaggio: fu in quel periodo che ripudiò il suo nome di nascita e si creò lo pseudonimo che lo renderà tristemente famoso.
    Intorno al fascino e talento di Voldemort cominció a raccogliersi un gruppo sempre più folto di Serpeverde che Riddle chiamava pubblicamente “amici”, ma per i quali in realtà non provava alcun affetto né empatia, considerandoli quasi dei servitori: quasi tutti divennero i primi Mangiamorte.

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  • / 15 Curiosità sul film cult “Beetlejuice” (1988)

    1. In origine il film era un Horror dove il bio-esorcista era un vero e proprio demone, somigliante ad un rettile alato, che cercava di uccidere gli inquilini della casa e non spaventarli.

    2. Betelgeuse è il vero nome del protagonista ma si è scelto di intitolare il film “Beetlejuice” perché più comprensibile per il pubblico, divertente e meglio commercializzabile.

    3. Tim Burton voleva il cantante Sammy Davis Jr. come protagonista ma la produzione si oppose. A quel punto venne ingaggiato il poco conosciuto Michael Keaton che poi Burton portò con sé in “Batman” l’anno seguente.

    4. Keaton si ispirò per il suo personaggio al folle Chop Top Sawyer di “Non aprite quella porta 2”

    5. Keaton è presente in soli 17 minuti del film e ha girato le sue parti in due settimane.

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  • / 15 Curiosità su “Stranger Things”

    1. Per i ruoli dei protagonisti maschili sono stati provinati più di 900 ragazzini mentre solamente per quello di “Undici” più di 300.

    2. I giovani protagonisti hanno dovuto fare una full immersion di film anni 80 per entrare meglio nel mood della serie.

    3. Millie non voleva rasarsi i capelli per il suo ruolo nella prima stagione. Per convincerla le hanno fatto vedere quanto stava bene Charlize Theron in “Mad Max – Fury Road”.

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  • 2° parte: “Voldemort, le origini – l’orfanotrofio, 1937.”

    Nello scorso approfondimento abbiamo conosciuto Meorpe Gaunt, che muore in un orfanotrofio babbano poco dopo aver dato alla luce Tom Marvolo Riddle, chiamato così in onore del padre e del nonno. Tom cresce tra quelle mura senza sapere niente sui suoi genitori o sulla sua famiglia magica, senza sapere di essere un mago. Fino al giorno in cui Albus Silente si reca da lui per proporgli di entrare ad Hogwarts, in una scena che, sebbene velocemente, è riportata anche nel film “il principe mezzosangue”.
    C’è un motivo per cui voglio dedicare un approfondimento a questo momento specifico: durante la conversazione tra i due, avvenuta in realtà in pochi minuti, ci sono moltissimi indizi sulla persona che Tom, a soli 11 anni, mostra di essere.

    «Non le credo» ribatté Riddle. «Vuole farmi visitare, vero? Dica la verità!»
    Pronunciò le ultime tre parole con forza impressionante: era un ordine, e sembrava che l’avesse impartito molte volte. I suoi occhi si erano dilatati e lui scrutava truce Silente, che non rispose e continuò a sorridere affabile. Dopo qualche istante Riddle smise di guardarlo, eppure era, se possibile, ancora più sospettoso. […]
    «Io non sono pazzo!»
    «Lo so che non sei pazzo. Hogwarts non è una scuola per pazzi. È una scuola di magia».
    «Magia?» ripeté in un sussurro.
    «Esatto» confermò Silente.
    «È… è magia, quella che so fare?»
    «Che cos’è che sai fare?»
    «Di tutto» esalò Riddle. Un rossore eccitato gli salì dal collo alle guance incavate; sembrava febbricitante. «Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. So ferirli, se voglio».

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